13:00 16 Maggio 2021
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L'Italia potrà tornare a muoversi con maggiore libertà grazie al ritorno della zona gialla, dal 26 aprile alcune aree dell'Italia potrebbero vivere con maggiore libertà di movimento.

Ritorna la fascia gialla, quella tanto ambita dai presidenti di Regione al tempo della pandemia perché le attività economiche possono riaprire con maggiori libertà e gli spostamenti delle persone riprendono senza limiti anche al di fuori dei confini del Comune di residenza.

Ma quali regioni potrebbero passare in zona gialla dal prossimo lunedì 26 aprile, data anche di prime riaperture per molte attività rimaste chiuse, e giorno di riapertura della scuola al 100%?

La decisione arriverà solo il prossimo venerdì 23 aprile con le decisioni che prenderà la cabina di regia istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma i dati odierni in miglioramento ci forniscono già una prima indicazione.

Quindi vediamo quali regioni, potenzialmente, potrebbero ritornare in zona gialla da lunedì 26 aprile.

18 aree arancioni e tre rosse

Al momento l’Italia si divide in 18 aree arancioni, tra cui le provincie autonome di Bolzano e Trento, e tre aree rosse (Puglia, Valle d’Aosta e Sardegna).

Quelle che possono sperare il salto in zona gialla sono ovviamente le 18 aree geografiche che sono in arancione, e in particolare quelle che sono in questa condizione da più tempo.

Ne va da sé che computando i 21 parametri e non solo l’Rt, le aree dell’Italia che possono sperare di passare in zona gialla da lunedì 26 aprile sono: Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Marche, Bolzano, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trento e Umbria.

Quindi quasi tutta l’Italia, fatta eccezione per la regione Campania che è uscita dalla zona rossa appena da una settimana e appare al momento difficile che possa conquistare in una sola settimana anche la zona gialla.

Ma tutto è possibile e dipende dai comportamenti delle persone, più che dai controlli che pure continuano ad essere presenti su tutto il territorio nazionale. Anzi, da questo punto di vista ieri il ministro Lamorgese ha affermato che i controlli con le riaperture saranno particolarmente rigidi.

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