12:41 09 Maggio 2021
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Per le regioni 100% in presenza è un'obiettivo "impraticabile" per il vincolo del 50% di capienza nei mezzi pubblici e per i limiti strutturali degli edifici scolastici.

Secondo quanto riportato dall'Ansa, in una riunione del governo con le regioni e gli enti locali la ministra per gli affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini ha messo in chiaro che l'obiettivo dell'esecutivo per le scuole di ogni ordine e grado è la ripresa al 100% in presenza.

"L'obiettivo del governo è quello di arrivare quanto prima ad una presenza al 100% dei nostri ragazzi a scuola, per quanto riguarda ogni ordine e grado. Con il nuovo decreto diamo un chiaro segnale in questa direzione", avrebbe affermato la Gelmini nell'incontro, aggiungendo che "la nostra volontà politica è quella di far terminare agli studenti l'anno scolastico in aula", lavorando "fianco a fianco con le Regioni e con gli enti locali, per aiutare gli istituti e per rafforzare il sistema del trasporto pubblico".

Finché in Italia rimarrà la suddivisione in zone, la Gelmini ha spiegato un meccanismo per cui garantire la presenza almeno del 60% nelle zone giallo-arancione e del 50% nelle zone rosse.

"Forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica" per la presenza nelle zone rosse "ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca", mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza è da garantire "ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca". 

Tutto questo dovrebbe finire nella bozza del Decreto che dovrebbe approdare nel Consiglio dei Ministri domani.

Tuttavia i propositi per la scuola del governo illustrati dalla ministra Gelmini hanno trovato lo scetticismo delle regioni, in linea di principio non contrarie alla crescita della presenza in classe, ma realiste sui problemi organizzativi di questo ambizioso obiettivo "tecnicamente impraticabile" per la limitata capienza dei mezzi pubblici al 50% e per i limiti strutturali degli edifici scolastici.

Anche i sindacati hanno espresso perplessità sul ritorno della presenza in aula degli studenti.

"Il governo non ha rappresentato ancora quel cambio di rotta atteso dalla comunità educante, la situazione è rimasta identica sul piano nazionale. Aumentare la percentuale degli alunni in presenza al 100% senza correttivi rappresenta una mossa azzardata", fanno sapere Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda di Roma e Lazio.

Per i sindacati sussistono diverse criticità.

"Trasporti, spazi, dispositivi di protezione individuale, organici inadeguati rischiano di provocare un fortissimo stress organizzativo per lavoratrici e lavoratori, dirigenti, studentesse e studenti, con un impatto enorme a poco meno di due mesi dal termine delle lezioni".

In precedenza anche i presidi delle scuole si erano mostrati perplessi sulle riaperture al 100% delle scuole, chiedendo che ogni istituto scolastico possa decidere autonomamente sul numero di alunni che possono rientrare in classe.

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Società, Italia, Scuola
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