23:58 12 Maggio 2021
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Presidi perplessi sulle riaperture al 100% delle scuole e sindacati che chiedono un rinvio oltre la data del 26 aprile. I sindacati vogliono prima la vaccinazione del personale e il tracciamento.

L’Associazione nazionale dei presidi (Anp), per voce del suo presidente Antonello Giannelli, lancia l’appello al governo che dal 26 di aprile ha stabilito il rientro in classe al 100%.

“Se la scelta politica è quella di rientrare al 100%, si rientra. Però il distanziamento potrebbe non essere rispettato”, avverte e propone la soluzione:

“Se vogliamo che il distanziamento sia rispettato allora dobbiamo concedere alla singola scuola di stabilire la percentuale di rientro”.

Il problema sono le aule piccole: “Ci sono tante aule nel nostro paese che non sono molto spaziose e il distanziamento di un metro in molte situazioni non sarà possibile”, ha detto Giannelli a RaiNews.

Giannelli in precedenza ai microfoni di ‘Omnibus’, su La7, si era espresso anche in riferimento alla sospensione della campagna vaccinale dei docenti: “Forse era il caso di non sospenderlo e proseguire”, ha affermato.

Gli incontri tra governo e sindacati

Alle ore 14.30 di oggi martedì 20 aprile, è previsto un secondo incontro al Ministero dell’Istruzione cui parteciperanno le principali sigle sindacali di categoria del comparto scolastico. Oggetto dell’incontro il tema del reclutamento del personale scolastico.

L’incontro di questa mattina si è invece concluso con una richiesta da parte dei sindacati di rinviare l’apertura delle scuole prevista per il 26 aprile prossimo.

I sindacati vorrebbero che prima si riprenda la campagna vaccinale del personale scolastico, quindi che si rinnovino i protocolli di sicurezza già in essere e quindi che si effettui il tracciamento, anche se a campione.

Domenica scorsa il professore Vaia, direttore dell’Inmi, sulla riapertura delle scuole si era così espresso:

“Guai a una società che non fa rientrare i ragazzi a scuola: bisogna aumentare le aule, mettendo 10 ragazzi in una classe e non 20”, spiegava Vaia che al presidente del Consiglio Mario Draghi, consigliava di essere “condottiero” e di investire su “trasporti e scuola”.
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