15:06 06 Maggio 2021
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Un gruppo di associazioni caritatevoli e Ong riunite nel Tavolo immigrazione e salute chiedono al ministro Roberto Speranza di rimuovere gli "ostacoli" alla vaccinazione degli stranieri irregolari e dei richiedenti asilo.

Vaccinare al più presto gli oltre 200mila migranti, rifugiati e apolidi che hanno presentato domanda d’asilo sul territorio italiano.

È la richiesta delle principali organizzazioni caritatevoli e di difesa dei diritti umani, riunite nel Tavolo immigrazione e salute. La questione è stata esposta nei mesi scorsi al ministro della Salute, Roberto Speranza, attraverso una serie di raccomandazioni.

La prima è quella dell’inserimento dei soggetti fragili, tra cui “senza fissa dimora, persone che vivono in insediamenti informali, migranti, richiedenti asilo, rifugiati, apolidi e persone accolte in strutture collettive emergenziali o particolarmente affollate” all’interno del piano vaccinale, prevedendo nei loro confronti una “flessibilità amministrativa” che possa “agevolare la vaccinazione” di chi si trova senza documenti ed è irregolare sul territorio italiano.

Un’operazione che, secondo gli autori della missiva, tra i quali ci sono Associazione Studi Giuridici Immigrazione (ASGI), Caritas Italiana, Centro Astalli, Emergency, Intersos e Medici Senza Frontiere, dovrebbe essere svolta proprio con l’aiuto delle associazioni che fanno parte del terzo settore.

Sempre a febbraio un’altra associazione, l’Arci, si era rivolta al ministro Speranza e all’allora commissario straordinario Domenico Arcuri per chiedere di vaccinare in via prioritaria migliaia di operatori impiegati nel circuito dell’accoglienza ai migranti.

“Siamo preoccupati – scriveva l’Arci - per la salute e la sicurezza di coloro che lavorano nei centri d’accoglienza e dei loro ospiti, per questo pensiamo che sia opportuno provvedere al più presto alla loro vaccinazione”.

Secondo Il Giornale, per provvedere ad immunizzare i richiedenti asilo presenti sul territorio nazionale servirebbero almeno 400mila dosi di vaccino.

Trattandosi di una fascia di popolazione piuttosto giovane, o comunque con età inferiore ai 50 anni, il prodotto da inoculare dovrebbe essere quello sviluppato da Pfizer e Moderna.

L’appello al governo, quindi, è quello di rimuovere tutti gli “ostacoli discriminanti” che in questo momento rendono la vaccinazione inaccessibile agli stranieri irregolari, introducendo canali dedicati, proprio attraverso il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo per “identificare le persone affette da particolari fragilità socio sanitarie da sottoporre subito a vaccinazione”.

Ma per qualcuno, in questo modo, finirebbero per essere discriminati tutti quelli che si sono messi in fila secondo le regole per poter ricevere la propria dose.

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