17:36 16 Maggio 2021
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Il direttore dell'Inmi mette in riga tutti, dai politici ai colleghi scienziati, ed anche le autorità regolatorie. Mentre sulle riaperture del governo applaude, in particolare su quelle all'aria aperta.

Il direttore dell’Istituto nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani (Inmi), Francesco Vaia, partecipando a Domenica In, mette tutti in riga: politici e colleghi scienziati.

“Sono stati commessi errori dalla comunità scientifica, dalle autorità regolatorie, dalla politica che ha balbettato”, afferma ospite di Mara Venier, su Rai Uno, nel programma domenicale del 18 aprile.

Secondo Vaia la politica “non ha deciso subito e si è nascosta dietro i tecnici, che non devono decidere”.

Ma ricorda anche che “noi siamo ancora in guerra, vogliamo capirlo o no? Il capo dell’armata deve decidere, ascoltando i suoi ufficiali”.

I vaccini non eliminano tutti i rischi

Poi ricorda che “nessun vaccino elimina del tutto la contagiosità o la mortalità con percentuali altissime, ma rischio zero non c’è per nessun vaccino”.

Tuttavia ai cittadini Vaia chiede di fidarsi e “se siete prenotati con il vaccino AstraZeneca, fatelo”.

La supplica ai colleghi

“Cari colleghi, vi supplico, smettetela di dire: ‘Le mie perplessità’. Si finisce per disorientare il pubblico. I colleghi menagrami non li sopporto più”, ammette il professore Vaia partecipando a Domenica In.

Riaprire le attività all’aperto

Il professore Vaia, un po’ come aveva affermato giorni fa anche attraverso la sua pagina Facebook, parlando al pubblico di Rai 1, ribadisce il suo favore verso quelle riaperture delle attività sociali all’aperto.

“All’aperto la contagiosità è ridotta a percentuali ridicole, io sono d’accordo con il presidente Draghi”, afferma il direttore dell’Inmi commentando la scelta di impostare un programma di riaperture a partire da lunedì 26 aprile.

“Tenendo le zone gialle e arancioni – afferma Vaia – manteniamo un senso di premialità, con la vaccinazione che prosegue si possono guadagnare spazi di socialità”.

I ragazzi devono tornare a scuola

“Guai a una società che non fa rientrare i ragazzi a scuola: bisogna aumentare le aule, mettendo 10 ragazzi in una classe e non 20”, spiega Vaia che al presidente del Consiglio Mario Draghi, consiglia di essere “condottiero” e di investire su “trasporti e scuola”.

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