09:30 18 Maggio 2021
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Pranzo non autorizzato nella sede della Comunità montana di Valle Trompia, con menu a base di uccelli locali protetti dalle leggi. Unanime lo sdegno e lo sconcerto.

Sede della Comunità Montana di Valle Trompia a Gardone Valle Trompia, provincia di Brescia, venerdì scorso uomini dell’ex corpo forestale entrano all’ora di pranzo e scoprono un banchetto a buffet, con sedie distanziate, a cui partecipano circa 20 tra dirigenti e impiegati pubblici dell’ente.

Ma non è tutto, perché chi ha segnalato il fatto ai carabinieri forestali aveva comunicato anche che il pranzo si sarebbe svolto a base di uccelli protetti dalle leggi nazionali, riporta il Corriere della Sera.

Uno dei commensali, infatti, nascondeva sotto al tavolo una padella con vari esemplari di uccelli protetti. In totale 65 esemplari morti e ben cotti di fringuellidi, tra cui una peppola e due frosoni che sono particolarmente tutelati dalle normative.

E mentre gli uccelli sono finiti sotto sequestro, un uomo con regolare licenza di caccia è uscito allo scoperto e si è addossata tutta la responsabilità sull’uccisione degli uccelli.

Il cacciatore è stato denunciato per violazione della legge anti-caccia numero 157 del 1992.

Provvedimenti disciplinari

Il presidente della Comunità montana, Massimo Ottelli, non presente al pranzo clandestino, si è detto pronto ad adottare gli eventuali provvedimenti disciplinari “in base alle specifiche responsabilità accertate dalle verifiche in corso”, lo riporta il Corriere della Sera.

Il presidente della Comunità montana, ha infatti ricordato che l’ente è nato appositamente per tutelare l’ambiente montano e i suoi abitanti, cittadini e animali che vi vivono. Per tale motivo ha annunciato che se si presenteranno i presupposti, l’ente si costituirà parte civile a tutela del nome della Comunità montana.

Sdegno unanime

Unanime lo sdegno di Enpa Brescia e della Lega anti-caccia che si dicono amareggiati e arrabbiati, in particolare perché proprio chi avrebbe dovuto dare l’esempio non lo ha fatto.

Anche due parlamentari della Lega, Stefano Borghesi e Matteo Micheli, intervengono sottolineando che quanto accaduto crea un danno di immagine alla Val Trompia e all’ente.

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