09:58 18 Maggio 2021
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Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco le riaperture ragionate nella scienza non esistono, la condizione dell'Italia richiederebbe una lockdown che non si può applicare e questo porterà a un rischio oggettivo.

Il governo italiano ha presentato il piano delle riaperture delle attività economiche fino ad ora penalizzate e rimaste chiuse, ma gli scienziati si sono subito divisi tra “aperturisti” e “chiusuristi”.

Oggi è intervenuto anche il virologo dell’Università degli Studi di Milano, il professore Fabrizio Pregliasco, affermando che la scelta di riaprire “sicuramente potrà avere un prezzo da pagare e questo è oggettivo”, dice intervenendo ad ‘Agorà’, il programma mattutino di Rai 3.

E Pregliasco spiega che, se sotto il profilo politico il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha parlato di “rischio ragionato”, dal punto di vista della scienza, invece, “il rischio dovrebbe tendere a zero, quindi dovrebbe comprendere in questo momento un lockdown stretto, strettissimo e prolungato”, afferma, per poi aggiungere che ovviamente questo è “impossibile nella pratica”.

Il rischio oggettivo, Pregliasco lo spiega affermando che esso “dipenderà da tante cose: in primis dalla velocità con cui la vaccinazione potrà progredire”, ed inoltre “dalla responsabilità di ognuno di noi” nei comportamenti che assumeremo anche dopo la campagna vaccinale.

La divisione dell’Italia in zone

Secondo Pregliasco “il sistema dei colori ha mitigato la velocità con cui la malattia si è diffusa. Non si è riusciti a ottenere una riduzione dell’incidenza sotto livelli tali da permetterci un tracciamento, però ha reso meno pesante l’impatto sul Servizio sanitario nazionale”, afferma.

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