19:15 17 Maggio 2021
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In un'intervista rilasciata a La Stampa, il sottosegretario del Ministero della Salute ha parlato dell'attuale situazione epidemiologica in Italia in risposta alla decisione del premier sulle riaperture delle attività e sul coprifuoco.

Il sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo Sileri si è definito ottimista in seguito alle decisioni prese dal Presidente del Consiglio e da Speranza sulle riaperture dei pubblici esercizi e sul piano di ripresa del Paese.

In un'intervista rilasciata a La Stampa, ha parlato dell'irreversibilità delle aperture, affermando che visto il progresso della campagna vaccinale non dovrebbero esserci nuove chiusure.

"Le riaperture sono irreversibili, non dovremo più temere di dover chiudere la campagna vaccinale avanza e guardiamo con ottimismo ai risultati ottenuti dai Paesi più avanti di noi, come Inghilterra e Israele. Le riaperture erano previste per il 1 maggio, cambia poco anticiparle al 26 aprile, non si può parlare di vittoria o di sconfitta di qualcuno. Serviranno attenzione e gradualità nell'allargare le maglie perché con aperture avventate, senza sufficienti controlli, rischiamo di fare passi indietro" ha dichiarato Sileri.

Nonostante i numeri siano in calo, necessario mantenere il coprifuoco

Insieme alla questione delle aperture, Sileri ha parlato della questione coprifuoco, affermando che il divieto di uscire dalle 22 alle 5 è ancora necessario visti i numeri nel Paese.

"I numeri attuali, seppur migliori, non sono ancora così buoni da abbattere tutte le restrizioni. Portare l'Rt di molto sotto lo 0,8 permetterà di alleggerire alcune misure e allungare il coprifuoco fino a toglierlo del tutto, ma non corriamo troppo. L'incidenza di contagi è ancora alta. Dobbiamo scendere sotto i 5 casi ogni 10 mila abitanti" ha sottolineato Sileri.
Un ristorante in una strada di Milano, Italia
© Foto : Evgeny Utkin
Un ristorante in una strada di Milano, Italia

Inutili nuove chiusure, ulteriore ondata non peserà sulle ospedalizzazioni

"Voglio ripeterlo: non torneremo più alle chiusure; stiamo uscendo da questa ondata e non ce ne saranno altre che peseranno seriamente sulle ospedalizzazioni. L'incidenza dei contagi è sempre più bassa, caleranno i posti occupati nelle terapie intensive e inizieremo presto a vedere l'effetto dei vaccini sui ricoveri degli over 80. Per avere un calo del numero dei morti, invece, servirà almeno un altro mese. Non finiremo con il 100% degli over 80 immunizzati, ma una buona parte di questo milione mancante riceverà la sua dose entro fine mese. Per gli over 70, invece, concluderemo il percorso nella prima metà di giugno" ha precisato il sottosegretario.

Pass: preferibile un documento europeo al posto di uno nazionale

Il sottosegretario ha concluso parlando dell'argomento Pass, lo strumento che verrà utilizzato per poter far ripartire la mobilità tra le Regioni e anche all'estero. Secondo quest'ultimo l'ideale sarebbe avere un documento  europeo, non solo nazionale.

"Intanto partiremo probabilmente con la creazione di un pass cartaceo, per farlo poi diventare digitale più avanti. Saranno tre le possibilità per ottenerlo: non solo la vaccinazione, ma anche un tampone nelle ultime 48 ore oppure l'aver avuto il Covid nei sei mesi precedenti" ha detto Sileri.

A proposito delle riaperture di aprile si è espresso anche il virologo Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, che ha definito queste riaperture una "stupidaggine epocale".

Le riaperture in Italia

Durante la conferenza stampa del 16 aprile, presieduta dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della salute Speranza, il premier ha annunciato la riapertura graduale delle attività a partire dal 26 aprile.

In particolare sarà reintrodotta la zona gialla e, per quanto riguarda le attività economiche, sarà data priorità alle attività all'aperto, quindi ai ristoranti a pranzo e a cena, e alle scuole.

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