18:18 17 Maggio 2021
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Dopo le dichiarazioni dei presidenti dell'Ordine dei medici e del Siiarte, il capo della Prevenzione del ministero della salute interviene sul rischio riaperture in un'intervista a Repubblica.

Con una curva epidemiologica in lieve diminuzione e un livello dei contagi ancora alto riaprire è un rischio, "ma abbiamo un sistema di allerta precoce, per intervenire subito". Lo spiega a Repubblica Gianni Rezza, capo della Prevenzione del ministero della salute e membro del Cts. 

"Il rischio accettabile per un epidemiologo è zero per un economista può essere 100. E' legittimo che la politica trovi una sintesi", afferma. 

Saranno cruciale le due-tre settimane successive alla data delle prime aperture, il 26 aprile. 

"La tendenza è alla diminuzione, che però è molto lenta. Siamo ancora a 180 casi settimanali per 100mila abitanti, un'incidenza ancora abbastanza elevata", spiega.

La decisione di anticipare il calendario per la ripartenza a fine, annunciata venerdì pomeriggio dal presidente del Consiglio Mario Draghi dopo la riunione della cabina di regia, ha destato l'allarme dei medici sul rischio di un nuovo "libera tutti" quando i numeri della pandemia sono ancora alti, sia per quanto riguarda i contagi, la pressione sulle terapie intensive e i decessi. 
Duro il commento della presidente degli anestesisti, Flavia Petrini, che ha invitato i politici a fare un giro per le terapie intensive degli ospedali italiani. 

 

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