18:27 17 Maggio 2021
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Il leader della Lega all’indomani del rinvio a giudizio per sequestro di persona si difende e chiama in causa il governo Conte. E torna a chiedere meno sbarchi e più riaperture.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini si dice preoccupato, non tanto per sé, ma perché dopo il rinvio a giudizio per il caso Open Arms, “che non mi toglie il sonno”, si “crea un precedente” pericoloso: “Si usa il tribunale per fare politica. Il disegno Palamara ('Salvini è innocente ma va fermato') sta prendendo forma”, ha detto in un’intervista al Corriere della sera all’indomani del rinvio a giudizio.

Ieri Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli ha deciso che Salvini dovrà rispondere davanti ai giudici all'accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio. Per la procura, l'ex ministro degli Interni ha impedito illegittimamente lo sbarco a Lampedusa dei 147 migranti soccorsi in mare dalla nave della ong Open Arms. 

Ma per Salvini “qui non ci sono reati. C’è un atto politico preso da un intero governo. Contrastare gli scafisti, difendere i confini non sono reati”.

Si tratta della difesa degli interessi nazionali, ha proseguito il numero uno del Carroccio, chiamando poi in causa l’ex premier Giuseppe Conte e il primo governo con Lega e M5S: se c’è un reato “va addebitato a tutti quelli che hanno contribuito ad adottare una certa strategia”.

Letta e la felpa della ong

Per Salvini inoltre “è evidente che la sinistra vuole vincere in tribunale le elezioni che perde nelle urne” e se la prende con il segretario del Pd Enrico Letta reo di aver indossato la felpa della Open Arms.

“Ha mancato di rispetto non a me ma al presidente della Repubblica che aveva chiesto ai partiti umiltà e senso di responsabilità per aiutare gli italiani ad uscire dalla pandemia”.

Un gesto che fa parte del “riflesso del toro: quando vedono Salvini è come se sventolasse un panno rosso”, ha aggiunto.

Fermare gli sbarchi

Il leader leghista si è tolto poi qualche sassolino su due temi che gli stanno particolarmente a cuore.

In particolare sugli sbarchi di immigrati sulle coste italiane ha attaccato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e ha sottolineato di aver chiesto al premier Mario Draghi un incontro a tre: “In questo momento la priorità assoluta è la campagna di vaccinazione e la ripresa dell’economia. Ma quest’estate, quando spero tutto sarà superato, non saranno più tollerati gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste. L’ho già detto a Draghi”.

Basta coprifuoco

E non si accontenta delle riaperture dal 26 aprile Salvini.

“Chiedo di estendere le riaperture dei locali anche al chiuso e l’eliminazione del coprifuoco alle 22”, ha detto al Corsera puntando alla metà di maggio.

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