22:15 14 Maggio 2021
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Rientrato dalla missione a Washington, il ministro degli Esteri afferma che Italia e Usa sono "perfettamente allineate su questioni fondamentali", riferendo del sostegno assicurato dall’amministrazione di Joe Biden sulla Libia, dove l’Italia non teme la concorrenza turca. Ai minimi storici, invece, i rapporti con l’Egitto.

In un’intervista al Corriere della Sera, Luigi Di Maio ha rimarcato come la sua sia stata “la prima visita in assoluto di un ministro degli Esteri straniero dopo la nomina di Biden, a sottolineare quanto l’Italia sia un interlocutore solido, affidabile”.

“L’Italia è un alleato fondamentale della nuova politica americana. Biden e la sua amministrazione mi hanno anticipato le scelte sull’Afghanistan, assicurano il loro sostegno in Libia”.
A maggio il via al ritiro dall'Afghanistan

Dopo la tappa a Washington, Di Maio è infatti volato a Bruxelles, nella sede della Nato, dove è stato poi annunciato il ritiro della missione internazionale dall’Afghanistan. Sono circa 850 i militari italiani impegnati nel Paese e il loro ritiro sarà “coordinato con gli americani e gli altri alleati”, ha detto oggi il ministro.

Inizieremo il primo di maggio e ci aspettiamo che la logistica pesante americana sia l’ultima a partire entro l’11 settembre per facilitare le partenze”, ha precisato.

"In Libia gli altri devono iniziare da zero" 

Sulla Libia, Di Maio tiene a rimarcare come l’Italia sia “avvantaggiata”.

“Con la Libia abbiamo rapporti storici, siamo più avanti di tutti. Noi stiamo rimettendo in moto i cantieri di contratti stipulati anni e anni fa, come l’autostrada costiera o la costruzione dell’aeroporto di Tripoli. L’Eni è la più forte compagnia straniera. Gli altri devono iniziare adesso tutto da zero. La nostra ambasciata è sempre stata aperta”.

E presto, “credo entro il primo giugno”, verrà riaperto anche il consolato a Bengasi.

“Centrale – ha aggiunto - sarà spingere, anche assieme agli americani, per espellere i mercenari stranieri. Ne parlerò con la nuova ministra degli Esteri, Najla Mangoush, che il 22 aprile sarà a Roma”.

Con l'Egitto rapporti ai minimi storici

Interlocutore essenziale sulla Libia è anche l’Egitto con cui però “i nostri rapporti sono ai minimi storici da anni”, ma è “ovvio che non possiamo tagliare i rapporti”: occorre “bilanciare la nostra comunicazione, evitare escalation, per liberare Zaki e arrivare alla verità su Regeni”.

“Ci sono aspetti della realtà attorno al mare nostrum che ci obbligano a negoziare con chiunque, anche con i regimi non democratici”, ha concluso.
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