15:03 06 Maggio 2021
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La Squadra mobile ha arrestato un ufficiale giudiziario presso l’ufficio notifiche del Tribunale di Pisa, con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Pisa, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un funzionario del ministero della Giustizia, il quale avrebbe simulato trasferte inesistenti in esecuzione a pignoramenti e sfratti, accumulando un ingiustificato profitto per oltre 26.000 euro.

L'indagine era iniziata a ottobre del 2020, dopo la segnalazione di alcuni dipendenti e colleghi che avevano riscontrato alcune anomalie.

"I colleghi dell’ufficio avevano appurato che nell’ambito di alcune procedure esecutive mobiliari ed in alcune procedure di sfratto, per le quali gli ufficiali giudiziari incaricati percepiscono dallo Stato delle indennità supplementari per ogni singolo intervento, risultavano in numero superiore rispetto a quelle effettivamente svolte" si legge nel comunicato della Polizia.

​Dalle analisi portate avanti dalle autorità, i poliziotti hanno riscontrato effettivamente un maggior numero di trasferte e di "accessi" per il medesimo procedimento rispetto a quelli compiuti realmente. Dal 2014 al marzo 2021, è stato accertato che l'ufficiale giudiziario avrebbe accumulato un ingiustificato profitto per oltre 26mila euro

Insieme agli atti falsi, è stato scoperto che l'ufficiale giudiziario più volte fingendosi il legale di una procedura esecutiva per cui era competente, contattava con un numero non noto i colleghi del centralino dell’ufficio per prenotare un intervento dell’ufficiale giudiziario, così poi da poterlo contabilizzare.

L'ufficiale giudiziario è stato arrestato con l'accusa di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e sostituzione di persona. Gli agenti hanno inoltre effettuato il sequestro dei 26mila euro.

Nei giorni scorsi un 47 enne originario della Bergamasca è stato condannato a 9 mesi e 12 giorni di carcere con il reato di truffa: l'uomo più volte si accodava a pochi centimetri dall’auto che lo precedeva per evitare di pagare il pedaggio autostradale.

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