11:42 09 Maggio 2021
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Invitalia ha sottoscritto l’aumento di capitale, dando così attuazione all’accordo dello scorso dicembre con ArcelorMittal. Per il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rappresenta il primo passo nella costruzione di “una strategia nazionale nel campo dell’acciaio”.

In una nota, ieri Invitalia ha annunciato di aver sottoscritto l'aumento di capitale di AM InvestCo Italy, la società affittuaria dei rami di azienda di Ilva in amministrazione straordinaria, che assumerà la denominazione Acciaierie d'Italia Holding:

"La sottoscrizione del capitale è avvenuta in attuazione dell’accordo di co-investimento tra Arcelor Mittal Holding., Arcelor Mittal SA e Invitalia, finalizzato ad avviare una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dell’Ilva di Taranto”.

Obiettivo dell’operazione è “rilanciare e riconvertire, in chiave ‘green’ il sito siderurgico dell’Ilva, coerente con la strategia, governata dalla Commissione europea, di garantire all’Europa 'zero emissioni' entro il 2050”, ha sottolineato Invitalia.

Conclusione dell'operazione nel 2022

La sottoscrizione porta Invitalia a controllare il 38% delle quote e il 50% dei diritti di voto nella holding che ha in affitto l’ex Ilva. Adesso il governo potrà indicare i tre nomi per il nuovo consiglio di amministrazione: secondo indiscrezioni di stampa, si tratta di Franco Bernabè, ex ad di Eni e Telecom Italia, che assumerà la presidenza, mentre Stefano Cao, ad di Saipem prossimo all’uscita, ed Ernesto Somma, professore dell’Università di Bari e responsabile incentivi di Invitalia, avranno il ruolo di consiglieri.  

Nel maggio 2022 l’operazione sarà completata con un secondo investimento fino a 680 milioni, che porterà Invitalia al 60%, mentre il gruppo ArcelorMittal investirà a sua volta fino a 70 milioni, mantenendo così il 40% e il controllo congiunto sulla società.

“In futuro, Acciaierie d'Italia opererà in modo autonomo, e come tale avrà propri piani di finanziamento indipendenti da ArcelorMittal”, si precisa nella nota diffusa a sua volta da ArcelorMittal.

Sindacati: nuova società ma restano preoccupazioni e nodi irrisolti

In una nota congiunta, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia, hanno auspicato l’avvio “di un percorso che consenta di recuperare i colpevoli ritardi nel rilancio delle strategie industriali, ambientali, e occupazionali del gruppo siderurgico”, sottolineando però "l'eredità pesante" di cui si fa carico la nuova società.

“Un’eredità pesante non solo in termini finanziari, ma di condizione generale degli impianti, di mancata innovazione tecnologica, di condizioni di ambiente e sicurezza, di incertezza occupazionale appesantita anche da recenti decisioni inaccettabili e surreali nella gestione delle relazioni sindacali e industriali”, hanno precisato. 

Un’eredità evidente dallo “sciopero dello stabilimento di Taranto" in corso da ieri, innescato dal licenziamento di un dipendente, Riccardo Cristello, a causa della sua condivisione di un post sulla serie tv "Svegliati amore mio", ma anche "dalle tensioni in tutti gli stabilimenti del gruppo”.

​Anche il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha auspicato che si apra ora “una fase con al centro il rispetto dei lavoratori e dell’ambiente, oltre a una solida e duratura prospettiva industriale”.

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