23:33 12 Maggio 2021
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Complici i cambiamenti climatici decine di "specie aliene" convergono verso il Mediterraneo. Ecco pesci, molluschi e invertebrati a cui fare attenzione.

Arrivano dal Canale di Suez e dallo stretto di Gibilterra, dirette verso il Mediterraneo. Complici i cambiamenti climatici il Mare Nostrum è diventato l’habitat perfetto per numerose specie “aliene”. Ne ospita ben 800 pur essendo uno dei bacini più piccoli al mondo.

Le migrazioni portano qui anche pesci, molluschi e invertebrati esotici, spesso pericolosi per l’essere umano e l'ecosistema.

Qualche settimana fa La Repubblica dava notizia dell’avvistamento di alcune Caravelle portoghesi a largo delle Pelagie. Si tratta di sifonofori, che entrando in contatto con l’uomo possono provocare anche pericolosi choc anafilattici e quindi, nel peggiore dei casi, portare anche alla morte.

Non è finita qui. Sono sempre di più le meduse che popolano il nostro mare. Alcune di quelle allogene, secondo gli esperti, sarebbero particolarmente urticanti. Nel canale di Sicilia sono approdate anche altre specie pericolose, come il pesce palla maculato, tossico per l’uomo, la fistularia, il pesce flauto.

Tra i pesci esotici arrivati nelle acque italiane c’è anche il pesce scorpione, pericoloso sia per i bagnanti che per l’ecosistema. Sono molte, infatti, anche le specie “aliene” che per la loro invasività rischiano di compromettere l’equilibrio marino.

Il pesce coniglio, ad esempio, presente sempre a largo di Lampedusa, si nutre di grandi quantità di alghe rischiando di incidere sull’ambiente e sulle altre specie. Tanto che gli esperti, come quelli interpellati da Repubblica, si preoccupano del fatto che la fauna tipica del Mediterraneo possa essere sostituita da quella tropicale.

Senza contare la preoccupazione per i turisti, che si ritrovano alle prese con meduse enormi e dall’aspetto inconsueto, come la Rhopilema Nomadica, o con pesci pericolosi in cui imbattersi, come la murena “Helena”, una specie arrivata nei nostri mari, che sarebbe tossica se cucinata ed ingerita.

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