22:59 14 Maggio 2021
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Il capo della Protezione civile vede due grossi problemi in questa campagna vaccinale di massa, uno riguarda la fiducia delle persone, il secondo la scarsità delle dosi da inoculare.

Secondo il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, il vero problema della campagna vaccinale è il basso numero di persone che si prenotano per fare il vaccino contro il coronavirus.

Secondo il numero uno della Protezione civile, bisogna scandagliare la questione a fondo perché “mancano molti cittadini all’appello”, ha detto intervistato dal quotidiano La Repubblica.

Curcio si pone molte domande sui perché di queste tante defezioni o assenze: “Persone povere non raggiunte dalle informazioni? Vecchi senza figli che possano aiutarli? No vax?”.

Queste persone, afferma, “possiamo chiamarli i dispersi e una delle funzioni della Protezione civile è ritrovarli, portarli alla vaccinazione. Comuni e Asl della Lombardia ci stanno aiutando”.

La fiducia dei cittadini

La campagna vaccinale non va avanti senza la fiducia dei cittadini, questo il messaggio che lancia Curcio, perché “senza fiducia la più grande vaccinazione di massa mai progettata non si realizza. Un pezzo di Paese, purtroppo, ascolta ogni sussurro complottista”, afferma.

Ed ecco perché crede che “la fiducia si crea anche spiegando tutto di AstraZeneca, senza paure”.

Ritmo vaccinazioni non all’altezza

Il capo della Protezione civile parla anche del ritmo della campagna vaccinale che non è all’altezza rispetto ad altre nazioni europee, che ci hanno sopravanzato dopo un ottimo inizio.

“Stiamo crescendo lentamente, – afferma Curcio – ma stiamo crescendo. Siamo arrivati a trecentomila iniezioni al giorno e andremo oltre. La questione è che non ci sono abbastanza vaccini per far girare la macchina al massimo”.

E citando il generale Francesco Figliuolo, Curcio afferma che stiamo andando a 315 all’ora, ma la macchina potrebbe andare benissimo a 600 all’ora.

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vaccino, protezione civile, Coronavirus
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