23:00 12 Maggio 2021
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Intervenendo alla trasmissione 'Che Tempo Che Fa', il Ministro della Salute si è detto fiducioso di poter arrivare alla fine dell'anno in presenza anche in zona rossa per i più piccoli, per ripartire poi da settembre dopo le vaccinazioni.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso la scelta del governo di riaprire le scuole al fine di permettere almeno agli studenti più piccoli di tornare alla didattica in presenza anche in zona rossa.

Il ministro si è detto comunque consapevole dei rischi, non recati dalla scuola in sé ma dai movimenti che genera. 

"Tutti i dati che abbiamo ci dicono che dentro le aule non ci sono criticità emergenziali. Il punto è la quantità di movimenti che si sviluppa attorno alla scuola. Ma siamo fiduciosi di poter arrivare alla fine dell'anno scolastico, per poi accelerare ancora con le vaccinazioni e riprendere a settembre con ancora più sicurezza", ha detto a 'Che Tempo Che Fa', citato da Fanpage.

Speranza ha fatto capire come il governo investa molto in questa operazione. 

"Oggi ci sono 13 milioni di somministrazioni di vaccino fatte e da tre settimane la curva vede un primo segno di piegatura. Con grande franchezza dico che siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio con l'aumento movimenti ma il governo ha fatto una scelta che difendo con forza. Grazie alle misure del mese di marzo e in queste due settimane abbiamo accumulato un piccolo tesoretto e abbiamo deciso, a due mesi dalla fine dell'anno scolastico, di investirlo sulla scuola come architrave della società italiana, che ha pagato un prezzo altissimo", ha dichiarato.

Riguardo il miglioramento generale della situazione, che vede molte parti del Paese tornare in zona arancione, Speranza ha detto che "con grande attenzione e grande accortezza possiamo programmare settimane in cui mi auguro ci possano essere meno limitazioni ma dobbiamo farlo con grande cautela perché bruciare le tappe può produrre degli effetti".

Il Ministro della Salute ha parlato anche di vaccini, difendendo la scelta di acquistarli insieme in Europa.  

"Ogni vaccino che abbiamo dobbiamo assolutamente usarlo. Si è deciso di acquistare i vaccini insieme in Europa e comprarli insieme è un'idea giusta. Non possiamo fare il tutti contro tutti in Europa. Ovvio che stiamo pagando un prezzo, è una verità con cui dobbiamo fare i conti ma non possiamo fare il tutti contro tutti. Nelle prossime settimane ci saranno altre gare e occorrerà correggere con piglio questo errori", il suo proposito.

In precedenza oggi il professore Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia, ha detto che riaprire le scuole senza vaccinare prima le persone è un errore. 

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