01:47 08 Maggio 2021
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Gli attivisti di "Io apro" determinati ad arrivare a Roma per manifestare nonostante i divieti della Questura. Uno degli organizzatori a Sputnik Italia: "Inaccettabile che in un paese democratico ci vengano negate le piazze, domani protesteremo davanti al Parlamento".

L’obiettivo è quello di “arrivare sotto al Parlamento” nonostante i divieti. Per questo decine di pullman riempiti da ristoratori, commercianti, imprenditori, partite Iva e ambulanti aderenti al movimento Io Apro, arriveranno lo stesso a Roma per manifestare.

“C’è gente che ha investito gli ultimi duecento euro per pagarsi questo viaggio e far sentire la propria voce domani in piazza a Roma, abbiamo chiesto l’autorizzazione giovedì scorso e ieri mattina la Questura ci ha fatto sapere che per la nostra manifestazione non c’era nessuna piazza disponibile, mi sembra una misura eccessiva, che rischia di esasperare ancora di più gli animi”, dice a Sputnik Italia, Antonio Alfieri, ristoratore, tra i fondatori del movimento.  

“Ora ci troviamo in grande difficoltà perché non sappiamo come arginare le persone che sono già partite per protestare, in tantissimi stanno già arrivando a Roma”, continua. L’attivista, in viaggio verso la Capitale, fa sapere che i manifestanti si vedranno in centro e da lì cercheranno di raggiungere il Palazzo.

Il timore è che possano verificarsi nuove tensioni, sull’onda di quello che è accaduto martedì scorso a piazza Montecitorio, quando un gruppo di manifestanti si è scagliato contro il cordone delle forze dell’ordine.

“Noi siamo dei ristoratori, non siamo politici, è chiaro che quando ci sono 5mila persone in piazza ci possono essere delle infiltrazioni di estremisti”, spiega Alfieri. “La scorsa settimana – chiarisce - c’erano 20 personaggi che hanno fatto quello che hanno fatto, però da lì ad associarci a questa gente ce ne passa”.

“Ci vogliono associare ai violenti – denuncia - ma noi siamo gente pacifica, persone disperate che stanno perdendo tutto a causa di norme assurde”.

“Non riusciamo a capire – continua - perché non si può fare un weekend al mare in Italia mentre si può fare una vacanza all’estero, o perché devono esserci gli Autogrill aperti al pubblico o i mezzi pubblici zeppi di persone mentre noi non possiamo aprire i nostri ristoranti”

Chi si sta mettendo in viaggio verso la Capitale chiede al governo di poter riaprire “in sicurezza”. “Le nostre imprese – attacca Alfieri- sono state sbeffeggiate, i sostegni che sono arrivati finora sono stati ridicoli, per non parlare delle tasse: a sono arrivati da pagare 8.200 euro di Tari per il 2020, un anno in cui ho lavorato quattro mesi”. “Un sesto della popolazione italiana – incalza - è in ginocchio, e i politici lo sanno”.

“È inaccettabile – dice ancora a Sputnik Italia - che in un paese democratico ci vengano negate le piazze per manifestare”. Alfieri ribadisce che quella di domani sarà una protesta pacifica.

L’appuntamento, rendono noto gli organizzatori, sarà nel primo pomeriggio a piazza del Pantheon. Da lì i manifestanti sfileranno fino a piazza Montecitorio sfidando l'altolà della Questura.

“Ci stanno negando il diritto al lavoro e la dignità, vogliamo riaprire in sicurezza, come succede in tutti quei Paesi in cui lo Stato non riesce a farsi carico delle spese”, va avanti Alfieri.

“Questa – conclude l’imprenditore - non è più un’emergenza, ma una questione di cattiva gestione da parte del governo precedente, che sta continuando anche ora”.

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