00:17 08 Maggio 2021
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Nuovo allarme dei sindacati contro il piano d'accordo tra Italia e UE sulla nuova Alitalia in formato ridotto, con tagli di aerei e personale, no a "discriminazioni e asimmetrie".

Proteste dei sindacati contro l'accordo tra Italia e Bruxelles sul nuovo possibile piano per il rilancio di Alitalia, che prevederebbe l'abbandono del brand storico, una flotta più che dimezzata e un pesante taglio di personale, come riportato domenica da Adnkronos. 

I segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia e Claudio Tarlazzi si pronunciano sulla riforma della compagnia di bandiera, che già in precedenza aveva annunciato il proprio piano di ripartire con una flotta aerea di soli 48 aerei e un personale ridotto a meno di 5000 persone.

Secondo i sindacati, la nuova riforma cancellerebbe tutti i precedenti interventi del governo italiano per la compagnia e "riporterebbe l’Italia indietro di 75 anni", in quanto impedirebbe la formazione di una compagnia aerea sufficientemente competitiva e condizionerebbe gli spostamenti degli italiani alle compagnie europee e internazionali.

Denunciato anche come "discriminazione" contro l'Italia la differenza di aiuti stanziati dall'UE per altre compagnie di volo, come il gruppo Lufthansa con 11 miliardi di euro, e Air France con 7 miliardi, a confronto degli 1,4 miliardi per Alitalia.

"Occorre un piano industriale adeguato al mercato in cui [Alitalia] deve competere, per cui una compagnia mini sarebbe messa al tappeto ancora prima di iniziare la gara. Sono necessari almeno 100 aeromobili e un nuovo piano industriale per il cargo, visto che la domanda con la pandemia è cresciuta molto", hanno ribadito i leader delle federazioni dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil.

Per affrontare tali questioni e altre sempre legate alla crisi del trasporto aereo nazionale, è stato pianificato un incontro di manifestazione per mercoledì 14 aprile al Mise.

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