23:47 12 Maggio 2021
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Alla vigilia della giornata nata per valorizzare il mare come risorsa culturale, scientifica, ricreativa ed economica, Coldiretti lancia l’allarme su un settore già in crisi prima della pandemia di Covid. Appena 12.000 i pescherecci italiani.

Negli ultimi 35 anni la flotta italia ha perso quasi il 40% delle imbarcazioni, con un impatto devastante su economia e occupazione di un settore cardine del Made in Italy, ora ulteriormente aggravato dall’emergenza Covid.

​Secondo un’analisi di Coldiretti Impresapesca, gli effetti combinati dei cambiamenti climatici, delle importazioni selvagge di prodotto straniero e di una burocrazia sempre più asfissiante hanno ridotto il numero dei pescherecci italiani ad appena 12mila unità, mettendo a rischio il futuro del comparto, ma anche la salute dei cittadini. Con la riduzione delle attività di pesca, si sottolinea nell’analisi, viene infatti meno anche la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo gli arrivi  dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelle tricolori.

Con la pandemia crollati gli acquisti della ristorazione

La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia di Covid-19, che ha portato a un crollo di oltre il 30% degli acquisti di pesce da parte della ristorazione dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Il risultato è un crack da 500 milioni di euro tra produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti.

Un calo che non è stato compensato dall’aumento degli acquisti domestici del 6,7%, secondo quanto emerso da un’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi all’anno 2020. Perché ad essere premiati sono stati infatti soprattutto i consumi di prodotto surgelato, cresciuti del 17,6% rispetto al +2,3% del pesce fresco.
Pesano 

L'impatto dei cambiamento climatici

Ma a pesare è anche l’impatto dei cambiamenti climatici che ha profondamente mutato la disponibilità di pescato.

"Sono apparse nuove specie non comuni nel Mediterraneo e stanno diventando rare specie fino a ieri comuni nei nostri mari.  Pesci, come ad esempio le alacce o la lampuga, sino a qualche anno fa scarsamente presenti a certe latitudini, sono oggi diffusamente presenti nelle acque del centro-nord Adriatico e del Tirreno, mentre sono andate in sofferenza specie tradizionali come le sardine o le alici, messe in crisi dall’innalzamento delle temperature".
Che cos’è la Giornata del Mare

La Giornata del mare è stata istituita il 13 febbraio 2018.

Come sottolinea la Guardia Costiera, "per la sua collocazione al centro del Mediterraneo, l'Italia da sempre beneficia di una risorsa di inestimabile valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico: il mare, un privilegio da difendere, da valorizzare e da trasmettere alle nuove generazioni" e "per questo motivo, la Repubblica italiana riconosce l'11 aprile di ogni anno la Giornata del mare e della cultura marinara, allo scopo di promuovere e sviluppare presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, la cultura del mare".

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