19:14 17 Maggio 2021
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Un singolare flash mob di donne titolari e commesse di negozio di abbigliamento che hanno formato una catena tenendo in mano slip femminili. Quali sono le ragioni della protesta.

"L'intimo non trasmette il Covid mentre vestiti, scarpe e gioielli sì". Questo uno degli slogan delle commercianti napoletane che sono scese oggi in piazza per protestare contro le chiusure.

In tutta Italia, da Torino a Bari, gli esercenti sono in mobilitazione ma a Napoli la protesta è stata davvero singolare. 

Gli imprenditori del settore moda sono esasperati per i divieti in zona rossa che li hanno costretti alle chiusure. Ma i divieti non colpiscono tutti allo stesso modo: chi vende intimo può restare aperto chi vende normali capi di abbigliamento no.

E così le donne titolari di negozi, assieme alle commesse, hanno protestato tenendosi per "la mutanda": un flash mob spiritoso per chiedere al governo di poter alzare le saracinesche e vendere vestiti. 

​Il girotondo formato da circa 150 donne (pochissimi gli uomini) è stato apprezzato anche dai clienti che si sono uniti alla "flash mob della mutanda". 

Quella dei negozianti non è l'unica categoria a mobilitarsi per le riaperture. A protestare sono pure i lavoratori stagionali e le guide turistiche. 

"Siamo stanchi di essere ignorati, vogliamo lavorare con dignità, diritti e sicurezza", chiedono i lavoratori del settore turistico, tra i più penalizzati dalla pandemia, durante una protesta a Ischia. 

In tutta Italia, sabato mattina, si sono tenuti i presidi di Flai, Fai e Uila, i sindacati dei lavoratori agricoli per denunciare l’esclusione dai ristori del governo e annunciare una giornata di sciopero nazionale il 30 aprile.

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Proteste, Coronavirus, Napoli, Italia
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