14:27 16 Maggio 2021
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Oggi a Livorno le commemorazioni per le vittime del più grave incidente della marineria italiana, di cui si occuperà una nuova commissione d’inchiesta per chiarire i tanti punti oscuri della vicenda.

Sono passati 30 anni dalla notte del 10 aprile 1991 quando il traghetto Moby Prince, diretto in Sardegna, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo appena fuori il porto di Livorno. La prua del traghetto squarciò una delle cisterne del greggio trasportato e si scatenò un incendio, che causò la morte di 140 persone. Si mise in salvo una sola persona, il mozzo Alessio Bertrand, salvato da due ormeggiatori.

“Si lamentava, gli diedi la mia giacca a vento. Bertrand non si dava pace e diceva esattamente queste parole: ’Sono tutti morti, ho camminato sui morti’. Questo era il ritornello senza sosta, noi gli dicevamo di stare calmo, che adesso era al sicuro. Speravamo che da quella nave si buttasse qualcun altro, ma non si buttò più nessuno”, ha ricordato a Repubblica uno degli ormeggiatori, Valter Mattei.

Nessuno gettò acqua sulla Moby Prince

Nessuno, quella notte, gettò acqua sulla Moby Prince in fiamme. 

“I soccorsi si concentrarono sulla petroliera. Alla Moby Prince, quella notte, i getti d’acqua non arrivarono mai. Fu dato per scontato che fossero tutti morti e la nave lasciata ad ardere”, ha raccontato al Corriere Fiorentino l’ex senatore Silvio Lai. Lai ha presieduto la commissione parlamentare d’inchiesta che, nel 2018, ribaltò la sentenza senza colpevoli del 1997. Davanti alla Commissione ha potuto portare la propria testimonianza, mai raccolta dalla magistratura, anche il signor Florio Pacini, che all'epoca dei fatti era direttore dell’Ufficio acquisti della Nav.Ar.Ma, la compagnia armatrice del traghetto, e fu proprio lui a fornire ai vigili del fuoco lo schema dei piani della nave e le indicazioni di accesso al traghetto.

Questa come altre testimonianze hanno permesso alla Commissione di portare alla luce le falle nei soccorsi e diverse lacune della ricostruzione dei fatti, di cui ora dovrà occuparsi una nuova commissione parlamentare. 

“Avrà tempo due anni. Molto resta da chiarire Per esempio si conoscono le conversazioni sul canale 16 vhf ma non quelle su altre piste, sarebbe utile recuperare i rottami sul fondale, è opportuno chiedere agli armatori perché hanno avuto tanta fretta a siglare un accordo assicurativo", ha sottolineato Lai.

Il ricordo di Livorno

Oggi a Livorno non sarà un giorno come un altro.

Alle 11 è in programma la deposizione di una corona al Monumento in ricordo delle vittime, seguita dalla funzione religiosa in Cattedrale officiata dal Vescovo Monsignor Simone Giusti. 

Alle 15 ci sarà quindi la cerimonia istituzionale in Comune, con il presidente della Regione Eugenio Giani, le autorità istituzionali cittadine, il vicepresidente dell’Associazione 140 Familiari delle Vittime del Moby Prince, Nicola Rosetti, e Angelo Chessa dell’Associazione 10 Aprile.

Infine alle 17 all’Andana degli Anelli saranno deposte in mare le rose, 30, come gli anni trascorsi. E un cuscino di rose del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la corona di alloro, alla lapide che riporta i nomi delle vittime. Seguirà la lettura dei 140 nomi, ogni nome una storia. L'Associazione dei familiari ha in programma una diretta Facebook della giornata. 

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