03:47 20 Aprile 2021
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Gli utenti italiani sono rimasti sorpresi dal constatare la comparsa nella propria home di una comunicazione da parte dello staff di Facebook.

Facebook in questi giorni ha inserito nella home degli utenti italiani una "comunicazione importante" che ha fatto sorgere diverse domande e dubbi su possibili cambiamenti alle politiche sulla privacy della compagnia di Menl Park.

"Comunicazione importante - Il 29 novembre 2018, l'AGCM ha sanzionato Facebook per una pratica commerciale scorretta", riporta il banner inserito da Facebook.

Il riferimento è in questo caso alla querelle tra l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che nel 2018 aveva condannato Facebook per la violazione degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo attraverso l'uso di due pratiche commerciali scorrette.

Pratiche commerciali scorrette

L'accusa nei confronti del colosso di Menlo Park era di aver attuato una pratica ingannevole nei confronti degli utenti "non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità".

In realtà, il Garante aveva ritenuto scorretta la pratica commerciale, in quanto gli utenti in realtà pagano l'azienda di proprietà di Mark Zuckerberg con i propri dati personali, che vengono utilizzati a scopo pubblicitario e per la profilazione dei consumatori da parte degli inserzionisti che per tale servizio pagano Facebook.

Oltre a condannare l'azienda al pagamento di 10 milioni di euro di multa, il Garante aveva imposto la rimozione della dicitura "E' gratis e lo sarà per sempre" dalla home page del social network, così come una sottolineatura del fatto che la richiesta fosse partita da una sazione pendente dell'AGCM.

In effetti, aprendo il link che conduce alla pagina di approfondimento è possibile leggere la comunicazione che informa gli utenti della sentenza emessa contro Facebook

"Non hanno informato adeguatamente e immediatamente i consumatori, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti. In tal modo hanno indotto i consumatori a registrarsi sulla Piattaforma Facebook, enfatizzando anche la gratuità del servizio. Tale pratica è stata valutata scorretta, ai sensi degli artt. 21 e 22 del Decreto Legislativo n. 206/2005 (Codice del Consumo).L’Autorità ha disposto la pubblicazione della presente dichiarazione rettificativa ai sensi dell’articolo 27, comma 8, del Codice del Consumo".

Cosa cambia per la privacy degli utenti?

Di fatto la comunicazione di Facebook non comporta cambiamenti di sorta per i termini di utilizzo della piattaforma social, né  tantomeno per quanto riguarda la protezione della privacy e dei dati sensibili, che rimangono invariate.

L'iscrizione a Facebook resta dunque gratuita, con l'azienda che però dichiara in modo ufficiale l'utilizzo che viene fatto a scopo pubblicitario dei dati degli iscritti.

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