20:46 18 Aprile 2021
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La ministra dell’Interno è categorica sulle proteste: no alle strumentalizzazioni. Monitorare i segnali di disagio e insofferenza e restare uniti.

Il diritto di manifestare non verrà mai negato e “sarà sempre tutelato”, ma attenzione alle possibili “infiltrazioni” di chi vuole strumentalizzare il disagio e la crisi economica di famiglie e imprese.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è chiara e netta sulle proteste degli ultimi giorni in tutta Italia. Parlando al Corriere della Sera assicura la vicinanza dello Stato ma avverte che non verranno tollerate le violenze.

“Alle persone che scendono in piazza per manifestare io voglio dire che lo Stato c’è e che faremo di tutto per fronteggiare una crisi che colpisce famiglie e imprese. Ma non possono essere tollerate aggressioni e comportamenti violenti”.

Rischio rivolte

Per la ministra in questa fase così delicata è necessario monitorare costantemente la situazione, lo stato dell’insofferenza e della crisi, perché “rischiamo che il disagio sociale possa degenerare ed essere strumentalizzato e di questo dobbiamo esserne consapevoli. Per questo dobbiamo essere uniti”.

La risposta per Lamorgese è la coesione sociale e nazionale e la “reciproca solidarietà”.

E la ministra resta ottimista e “fiduciosa”.

“Dallo scorso ottobre a martedì abbiamo avuto 2.554 manifestazioni e soltanto in 54 casi si è reso necessario l’intervento delle forze di polizia per contenere le intemperanze dei manifestanti. Questo dimostra che si può esprimere il proprio dissenso senza provocazioni e violenze”.

Episodi isolati ma da non sottovalutare

La ministra, però, sottolinea che esistono dei casi che sono tenuti sotto stretta osservazione e sulle violenze più eclatanti sono in “in corso gli approfondimenti investigativi”.

Lamorgese, però, aggiunge che “si tratta di episodi isolati e non collegati tra di loro. Episodi che non sottovalutiamo e devono essere condannati con fermezza, però non meritano di essere enfatizzati”.

E sull’unica regia delle piazze in protesta risponde: “Una cosa è la regia unica, altro sono i gruppi di estremisti che sfruttano la situazione delicata e di sofferenza per alimentare i disordini in piazza. Per contrastare queste strumentalizzazioni sono in corso le indagini e le inchieste della magistratura”.

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