18:58 22 Aprile 2021
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Il governatore del Veneto ha parlato della questione vaccino AstraZeneca durante la quotidiana conferenza stampa sulla situazione dei contagi Covid e della campagna vaccinale.

Nella giornata di oggi, in cui Ema deciderà quali saranno i passi successivi da fare per il vaccino AstraZeneca, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia si è espresso durante la sua conferenza stampa giornaliera, definendosi poco fiducioso sul via libera "senza problemi" che potrebbe dare Ema sula vaccino.

"Abbiamo fatto una riunione con i direttori generali per affrontare diversi problemi, il primo problema è dettato da quello che ci dirà Ema oggi rispetto ad AstraZeneca. Io sinceramente non sono fiducioso su soluzioni 'andate avanti tranquilli non c'è problema' perché ormai c'è un riposizionamento di tutti i Paesi a livello internazionale rispetto a identificare dei target titolati all'uso di AstraZeneca e altri no" ha dichiarato Zaia.

Il governatore ha parlato infatti delle ipotesi per l'Italia di prendere la "via tedesca", la quale ha sospeso il vaccino per coloro che hanno meno di 65 anni, e di cosa comporterebbe questa scelta per la campagna vaccinale.

"Ormai si capisce che il rischio è concreto e che si tolgano tutti gli under 65, se non peggio che si possa arrivare anche a una sospensione. Noi abbiamo l'obbligo di rimetterci a quello che dice Ema [...] Se prendiamo la soluzione quella della 'via tedesca' e li fai solo sopra i 65 anni sembra assurdo, e noi avremmo alcuni problemi" ha affermato Zaia.

Problemi legati all'ipotetica sospensione di AstraZeneca: Moderna e Pfizer diventerebbero i preparati da somministrare ad un target troppo ampio

"Il primo problema è la reputazione di questo vaccino, che con questi continui cambi influenza il cittadino ad avere qualche riserva, il secondo problema diventa il target poiché si crea uno spettro di cittadinanza che non potrà vaccinarsi con AstraZeneca e al quale doveva andare questo vaccino, una fetta importante di popolazione (dai 16 ai 65 anni, ndr)" ha sottolineato il governatore del Veneto.

"Sotto i 65 c'è il rischio che dovremo utilizzare solo Moderna e Pfizer" ha aggiunto Zaia, specificando che dato che questi due preparati devono essere somministrati anche a coloro che hanno comorbilità e sono fragili si rischia di "fare le nozze coi fichi secchi, perché abbiamo pochissime dosi" ha spiegato.

Zaia ha aggiunto che, se dovesse scomparire AstraZeneca questo risulterebbe in un rallentamento importante sulla campagna di vaccinazione.

"L'ultimo problema riguarda i richiami per coloro che hanno già fatto AstraZeneca, che si ritroverebbero a dover fare la seconda dose con Pfizer e Moderna, come stanno facendo i tedeschi. Questo significherebbe un ulteriore target per questi due preparati [...] Se accade questo a parità di forniture noi faremo solo richiami. Questa è una tragedia" ha concluso Zaia.

Dati Covid in Veneto

Secondo i dati forniti dal governatore durante la conferenza, su un totale di 43.966 tamponi effettuati nella giornata di ieri, risultano 1.111 i nuovi contagiati da Covid-19 (incidenza 2.53%), portando gli attuali positivi a 35.537. I decessi registrati sono 67.

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