10:58 14 Aprile 2021
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Adesso chiedono di partecipare alla commissione di inchiesta e denunciano le autorità regionali e capitoline oltre che l’inefficienza dell’Atac.

Tanta paura, per fortuna senza conseguenze venerdì scorso sulla tratta ferroviaria Roma-Lido che collega la Capitale al “suo” mare e le cui immagini hanno fatto il giro del web.

Un incidente che però si poteva evitare e che “non è stato un normale guasto”, “non è stato un meteorite piovuto per caso dal cielo” ma “un altro esempio del progressivo ed inarrestabile degrado della infrastruttura”, ha denunciato il Comitato Pendolari Roma Ostia.

L’incidente

Il cedimento di alcune decine di metri di cavi elettrici della linea aerea di alimentazione sono caduti sulla carlinga del treno di passaggio poco prima della stazione di Tor di Valle, creando scintille, scoppi e un principio di incendio.

Il macchinista ha fermato il treno, consentendo così ai passeggeri di scendere dal mezzo. Tanta la paura, ma per fortuna nessun ferito.

“S’è rischiato di brutto”, denunciano i pendolari. “Questa volta poteva andare molto peggio. La presenza di spirito del macchinista è stata provvidenziale”.

I passeggeri sono rimasti “chiusi quasi in gabbia, per fortuna protetti dalla carlinga metallica del treno, pur impauriti non hanno aperto le 24 porte del treno dal lato della massicciata: avrebbero corso il rischio mortale di essere colpiti dai cavi penzolanti e ancora sotto tensione elettrica”.

Le denunce reiterate

Il Comitato nella sua nota ricorda le critiche e le denunce che si sono susseguite negli anni.

“Non ci piace dire: ‘Noi l'avevamo detto’ – chiosano - Ma le risposte degli interlocutori avevano il senso di ‘state sereni; lasciate fare a noi’, questi i risultati!”

Secondo il Comitato la Regione Lazio ha annunciato 180 milioni di finanziamenti per la Roma-Lido ma “dopo cinque lunghissimi anni non è stato speso neppure un centesimo”.

“Siamo stufi di essere presi in giro da questi personaggi mediocri”, aggiunge il Comitato dei pendolari.

E adesso chiedono di “essere ammessi come uditori alla ‘presunta’ commissione di inchiesta, immancabilmente annunciata da Atac o dalla Regione ad ogni incidente o guasto grave”.

L’assessore alla mobilità regionale, Mauro Alessandri, ha, infatti annunciato l'istituzione di una commissione di inchiesta tra tecnici del Ministero, della Regione e di Atac “che non si limiti all'accaduto, ma valuti l'opportunità di interrompere immediatamente la linea al fine di realizzare i lavori di risanamento o sostituzione canalone porta cavi (euro 9 milioni), rinnovo dell'armamento dell'intera tratta, compresi deviatoi (euro 40 milioni), potenziamento e risanamento della linea elettrica di contatto (euro 14 milioni) per un totale di 63 milioni di euro", ha detto subito dopo un sopralluogo sul posto venerdì.

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