06:45 17 Aprile 2021
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La famiglia della giovane insegnante di 32 anni morta per trombosi cerebrale a Genova ha deciso l'espianto degli organi per la donazione.

Ha acconsentito alla donazione degli organi la famiglia dell’insegnante di 32 anni morta per trombosi cerebrale all’ospedale San Martino di Genova il giorno di Pasqua.

La notizia è stata data dallo stesso ospedale e riportata da Il Secolo XIX, dopo che la famiglia aveva acconsentito alla divulgazione della notizia.

L’insegnante 32 enne aveva accusato forte mal di testa e nausea già nella serata di venerdì, per poi richiedere l’intervento dei soccorsi nella giornata di sabato 3 aprile.

Tuttavia era già troppo tardi, al mattino del giorno di Pasqua l’ospedale San Martino comunicava che alle ore 9.44 era iniziata l’osservazione di 6 ore per la conferma dello stato di morte cerebrale e al pomeriggio ne era stato constatato il decesso.

L’ospedale aveva anche fatto la comunicazione all’Aifa nell’ambito della farmacosorveglianza sui vaccini, indicando all’Autorità italiana per i farmaci che la giovane donna aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

L’insegnante aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca in data 22 marzo mentre l’esordio dei sintomi di una trombosi cerebrale sono sorti il 2 di aprile.

Le parole di Bassetti

Il professore Matteo Bassetti, infettivologo direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha sostenuto che il vaccino di AstraZeneca non provoca la trombosi ed i suoi benefici derivanti dall'immunizzazione dal coronavirus sono ampiamente superiori ai rischi.

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