22:12 12 Aprile 2021
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Dai giudici del Tribunale di Palermo arriva un altro duro colpo al clan dei corleonesi, che a cavallo degli anni Ottanta aveva sostanzialmente preso il controllo della mafia siciliana.

I giudici dalla prima sezione penale misure di prevenzione del Tribunale di Palermo hanno disposto la confisca di beni per un milione e mezzo di euro, che includono la casa in cui arrivava la posta di Provenzano durante la sua latitanza, comprensivo di magazzino, pascoli e vigneti tra Corleone e Monreale, nei confronti di Calogero Lo Bue, considerato il "postino" del boss corleonese e fratello di Rosario Lo Bue, arrestato in precedenza dai carabinieri e considerato capo clan di Corleone dopo l'arresto di Provenzano nel 2006. Lo riporta il Fatto Quotidiano.

Il sequestro di beni può essere visto come un nuovo duro colpo ai corleonesi, che negli anni Ottanta prese il comando di Cosa Nostra, determinandone la svolta sanguinaria con l’avvento di Totò Riina. 

Il tracciamento del patrimonio occulto di Lo Bue è andato avanti per anni sotto la guida dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

Ricordiamo che circa una settimana fa in centro a Palermo, a Borgo Vecchio, sono stati eseguiti 12 arresti per mafia. Gli arrestati sono indagati a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa, traffico di droga, furti, ricettazione ed estorsioni e sfruttamento della prostituzione.

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Mafia, Sicilia, Italia
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