09:03 14 Aprile 2021
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In un'intervista al Messaggero il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, stigmatizza le minacce ricevute dal ministro Speranza e gli attentati incendiari all'Iss e in un centro vaccinale a Brescia: "Valutare se c'è un disegno eversivo". E annuncia: "Da maggio torneranno le zone gialle a luglio ci sarà la svolta".

“Bisogna capire se c’è un disegno eversivo” dietro alle minacce ai membri del Cts, al ministro Roberto Speranza e agli attentati incendiari all’Istituto Superiore di Sanità e ad uno dei centri vaccinali di Brescia.

Roberto Speranza, ministro della Salute
© AFP 2021 / Kenzo Tribouillard
Roberto Speranza, ministro della Salute

A dirlo, in un’intervista al Messaggero, è il presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, che rivela come “intimidazioni via mail” e attraverso lettere minatorie siano arrivate anche a lui. Ma confessa: “Non mi hanno mai influenzato”.

Le minacce al ministro Speranza, ha detto, sono “inconcepibili perché sono stati chiamati in causa anche i familiari”.

“Inconcepibile – ha ripetuto a proposito della bottiglia molotov lanciata contro un hub per i vaccini anti-Covid della città lombarda - che si sia voluto fare oggetto di un atto così intimidatorio proprio un centro vaccinale. Basterebbe guardare alla diminuzione del numero dei morti in Gran Bretagna tra gennaio e oggi per capire che i vaccini sono l'unico modo per mitigare quello che ancora stiamo vivendo”.

Tra “il personale sanitario e i ricoverati Rsa, dove molti sono stati vaccinati”, ha ricordato, “la curva dei contagi è clamorosamente più bassa rispetto a quella che si osserva nel resto della popolazione”.

“Posso capire che vi sia stanchezza per le restrizioni, per lo stop alle scuole, ad attività commerciali, bar e ristoranti. Ma – commenta - sono assurdi e privi di ogni logica gli attacchi a una struttura che contribuisce a risolvere la situazione”.

Secondo Locatelli è il sentiment della popolazione ad essere cambiato. “Siamo passati da una posizione di solidarietà e afflato nazionalistico della scorsa primavera, all'odio, al rancore e all'aggressione”, afferma il coordinatore del Cts, che fa appello ai politici “per richiamarsi a temperanza e sobrietà nelle affermazioni”.

Riguardo le minacce ricevute anche dall’ex coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, Locatelli ribadisce come sia “giusto difendere con fermezza chi lavora all'Iss”. “Non hanno alcuna responsabilità – spiega - se devono dare numeri negativi”. “Nessuno tra i politici – ribadisce - si diverte a chiudere, nessuno dei tecnici si diverte a indicare che vi sono condizioni epidemiche difficili”.

Nei prossimi mesi, però, assicura l’esperto dovrebbe arrivare la svolta.

A maggio, annuncia Locatelli, “ci sarà un percorso graduale di riapertura se i numeri lo consentiranno”. “Se riusciamo ad avere le dosi di vaccini pattuite nel trimestre che è appena cominciato, sostanzialmente 52 milioni, - ha aggiunto - già a luglio la situazione cambierà in maniera significativa”.

Tanto che è pronto a scommettere che il prossimo autunno il lockdown potrebbe essere soltanto un ricordo.

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