03:39 20 Aprile 2021
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Lo rivela un'analisi del Codacons pubblicata in anteprima dall'Ansa. Le città più colpite dalle chiusure sono Roma e Milano. Ma piangono anche la Sicilia e le località turistiche della Costiera Amalfitana.

Meno 200 milioni di euro di incassi a Roma, 50 milioni di perdite a Milano. È il bilancio della Pasqua in rosso per le città d’arte italiane che anche quest’anno rimarranno deserte per colpa della pandemia.

A raccontare la crisi che affligge il settore dell’accoglienza è un’indagine del Codacons, i cui risultati sono stati pubblicati in anteprima dall’Ansa. In questo periodo la Capitale si sarebbe preparata ad ospitare quasi un milione di turisti: 950mila in media i visitatori attesi per Pasqua. Oggi, invece, le strade sono vuote.

Il conto di questa secondo fine settimana pasquale in lockdown per la Capitale è a dir poco salato. L’associazione dei consumatori parla di 200 milioni di euro.

Stesso discorso per Milano, capitale economica della Penisola, simbolo dell’industria del fashion e del design, che fino al 2019 aveva fatto registrare un vero e proprio boom di turisti.

Per questa settimana il Codacons calcola 200mila presenze in meno, che si traducono in 50 milioni di euro di mancati incassi per albergatori, baristi, ristoratori e negozianti.

Saranno in 200mila a mancare all’appello anche a Firenze, per una perdita di 30 milioni di euro. Spettrali anche le calli e i canali di Venezia con 100mila turisti in meno e meno 23 milioni di euro di incassi. E ancora, Napoli perderà 80mila turisti e 15 milioni di euro di guadagni.

Un periodo difficilissimo per gli albergatori. “Alcuni perderanno quasi il 100 per cento del fatturato”, aveva affermato in un’intervista a Sputnik Italia, Giuseppe Roscioli, vicepresidente di Federalberghi. “A Roma – aveva detto - su 1200 strutture ne sono attive soltanto cento”.

Ma non sono soltanto le città d’arte a soffrire. Località simbolo del Bel Paese, come la Sicilia o la Costiera Amalfitana, tradizionalmente prese d’assalto per le città pasquali rimarranno vuote.

Amalfi, Positano, Maiori e le altre perle della Campania dovranno dire addio a 30 mila viaggiatori e ad un indotto turistico da 7,5 milioni di euro. Per la regione siciliana, invece, la Pasqua in lockdown significherà la perdita di 400 mila turisti e 75 milioni di euro.

Per fare un confronto, sempre stando ai dati del Codacons, il giro d’affari legato al turismo pasquale, tra hotel, mezzi di trasporto, pranzi, cene, aperitivi, musei, nel 2019 ammontava a circa 3,5 miliardi di euro, con una media di 2,5 notti trascorse fuori casa. 

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