20:18 11 Aprile 2021
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Ricevevano il reddito di cittadinanza anche se non ne avevano alcun diritto perché sottoposti a misure cautelari per reati legati alla loro attività criminale.

Per ricevere il reddito di cittadinanza, anche se sottoposti a misure cautelari per reati di mafia, a 23 ndranghetisti della provincia di Vibo Valentia è bastato omettere il loro debito con la giustizia nella domanda di presentazione o non segnalarlo all’Inps. Lo riporta Fanpage.

In questo modo i 23 soggetti hanno percepito per mesi e indebitamente, il reddito di cittadinanza. Ora la scoperta da parte degli inquirenti e l’intervento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha inviato la segnalazione all’Inps e avviato la procedura di recupero di ben 80.672 euro.

I 23 personaggi erano tutti sottoposti a misure non compatibili con il ricevimento o il proseguimento della misura di sostegno al reddito, tuttavia continuavano a riceverlo.

Gli accertamenti sono stati condotti da Guardia di Finanza e Carabinieri in sinergia, ed hanno portato alla scoperta di false dichiarazioni o di omissioni nelle dichiarazioni, fatte dagli indagati.

I dichiaranti, avevano omesso di manifestare la loro situazione penale al momento della presentazione della richiesta di ottenimento del reddito di cittadinanza, oppure avevano omesso di comunicare all’Inps di non averne più i requisiti perché nel frattempo raggiunti da misure cautelari personali, incompatibili con la ricezione del sussidio economico.

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'ndrangheta, reddito di cittadinanza
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