03:52 20 Aprile 2021
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Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, parla di una concreta possibilità per l’Italia non solo di mettere fine alla pandemia di Covid, ma anche di uscirne più forte per affrontare il futuro, ammonendo a non perdere un’occasione che definisce “irripetibile”.

Per Brunetta il mese di aprile può essere “il mese della svolta”, perché “se riusciremo a vaccinare 500 mila persone al giorno, entro l’estate saremo sostanzialmente fuori dalla pandemia”. Ma non solo, ha sottolineato in un’intervista a La Stampa. 

“C’è un forte rimbalzo del Pil. Il prodotto nazionale ha ripreso a crescere del 4-5 per cento, un cambio di passo che non si vedeva dai tempi del ‘boom’. Certo, veniamo da un anno tragico per l’economia, ma questa impennata di cui poco si parla è il segnale che cambiano le aspettative”.

E poi non bisogna dimenticare che oggi ci sono le risorse finanziarie necessarie, grazie ai 200 miliardi del Recovery Fund.

Per questo adesso “occorre un grande processo di semplificazione delle norme burocratiche e di reclutamento del capitale umano, necessario per rinnovare le competenze di una Pubblica Amministrazione che, nell’ultimo decennio, è stata desertificata dal blocco del turnover e dai pensionamenti. Abbiamo bisogno di procedure semplici e di figure professionali adatte: ingegneri, informatici, economisti, manager”.

"Dare i numeri non sarebbe serio"

Ma il ministro preferisce non “dare i numeri” di quante persone verranno assunte, perché “non sarebbe serio”.

“Prenderemo tutti quelli che saranno necessari, né di più né di meno" con contratti a termine “di cinque anni e finanziati dagli stessi progetti che si andranno a realizzare” e si procederà “con grande velocità e trasparenza”.

"L'idea - ha spiegato - è di mettere in campo il prima possibile alcune riforme necessarie per accompagnare e implementare i progetti finanziati dall'Europa. Non puoi puntare alla transizione digitale e ambientale se non intervieni prima su semplificazione, reclutamento e governance. È ciò che intendiamo fare a strettissimo giro rilanciando la macchina pubblica".

Governo Draghi rivoluzionerà la geografia politica

Da non sottovalutare anche il fattore politico, ha sottolineato l'esponente di Forza Italia.

Perché questo governo di unità nazionale, "dove non ci sono né centrodestra né centrosinistra, e dove c’è un’unica fondamentale ‘mission’: salvare e riformare il Paese” sotto la sintesi di Mario Draghi, “è un’esperienza destinata, se avrà successo, a rivoluzionare la nostra geografia politica. Nulla sarà più come prima”.

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