10:08 14 Aprile 2021
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Nella seconda parte dell'omelia recitata alla messa del Crisma, la funzione celebrata nella mattina del Giovedì Santo, Francesco ha fatto un riferimento esplicito al rinnovo delle promesse sacerdotali.

“Non meraviglia constatare che la Croce è presente nella vita del Signore all’inizio del suo ministero e perfino prima della sua nascita”. Così ha detto il Papa nell'omelia della messa del Crisma, la celebrazione liturgica della Settimana Santa che inaugura il Triduo, tenuta la mattina del Giovedì di Passione di Cristo.

Francesco ha dedicato le sue parole alla vocazione e promesse sacerdotali, indicando la presenza della Croce come un'immanenza che precede la vita stessa e trascende le circostanze.

La “precoce presenza della Croce, dell’incomprensione, del rifiuto, della persecuzione" si ritrova "all’inizio e nel cuore stesso della predicazione evangelica”, sin dal "primo turbamento di Maria davanti all’annuncio dell’Angelo", ricorda il Papa.

La Croce "è presente nell’insonnia di Giuseppe al sentirsi obbligato ad abbandonare la sua promessa sposa - prosegue -è presente nella persecuzione di Erode e nei disagi che patisce la Santa Famiglia, uguali a quelle di tante famiglie che devono andare in esilio dalla propria patria. Questa realtà ci apre al mistero della Croce vissuta da prima”. 

La Croce non dipende dalle circostanze

"La Croce non è un fatto a posteriori, occasionale, prodotto da una congiuntura nella vita del Signore" ha detto il Pontefice, specificando che “la grande croce dell’umanità e le piccole croci nostre non dipendono dalle circostanze”. 

Il Papa ha proseguito spiegando che il Signore ha abbracciato la Croce e la passione nella sua integrità.

"Se le circostanze determinassero il potere salvifico della Croce, il Signore non avrebbe abbracciato tutto -ha osservato - Ma quando è stata la sua ora, Egli ha abbracciato la Croce intera. Perché nella Croce non c’è ambiguità! La Croce non si negozia”, conclude.

Nell'udienza della Settimana Santa tenuta mercoledì alla vigilia del Triduo, Papa Francesco ha ricordato le sofferenze dei popoli colpiti da guerre e calamità, specificando che questa sarà la seconda Pasqua celebrata in pandemia. 

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Coronavirus, pasqua, vaticano, Italia
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