00:07 12 Aprile 2021
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L'iniziativa parte da Vibo Valentia e mette in campo il popolo delle Partite Iva e i ristoratori stremati dalle chiusure imposte contro il Covid-19.

Se il governo non consentirà le riaperture, i ristoratori autoproclameranno la Calabria zona bianca e apriranno a pranzo e cena le proprie attività. Questo l'ultimatum rivolto in una lettera al presidente della regione f.f. Nino Spirlì, al ministro della Salute Speranza e a Mario Draghi da alcuni ristoratori di Vibo Valentia del neonato gruppo Zona Bianca. 

“Dal 6 aprile, i ristoratori riapriranno a prescindere dalla colorazione della Regione Calabria, a pranzo e a cena, rispettando tutte le regole per la tutela della salute della clientela e del personale, a causa del nostro grave stato di necessità per salvare le nostre attività, le persone che vi lavorano e le rispettive famiglie da un pericolo concreto, imminente, e non altrimenti evitabile", si legge nel documento.

Ristori mai arrivati

Il moto di protesta vede in prima linea il popolo delle Partite Iva e tutti quegli imprenditori fortemente penalizzati dalle chiusure anti-contagio, ulteriormente colpiti dal passaggio della Calabria in zona rossa.

I ristoratori si sentono abbandonati e "sotto attacco da parte delle Istituzioni" e  "denunciano i gravissimi disagi e le sofferenze patite" per via delle restrizioni e dei ristori mai arrivati o di valore inferiore rispetto ai "sacrifici imposti".  

La rabbia degli esercenti

“Le nostre attività sono state chiuse senza alcun nesso scientifico con l’aumento dei contagi e senza alcuna prova in merito che ne giustifichi la chiusura, soprattutto applicando i protocolli e le rigide misure di sicurezza”, denunciano gli esercenti.

Le gravissime perdite economiche determinate dalle chiusure hanno penalizzato il settore e cagionato il "conseguente gravissimo stato di difficoltà economica che non solo ha determinato l’impossibilità di attendere alle spese correnti e fisse di mantenimento dell’attività, ma, addirittura, ha cagionato l’indebitamento delle stesse tali da averle esposte a sfratti, pignoramenti, iscrizioni al “CRIF”, revoca di fidi bancari, fino a subire la sospensione delle utenze essenziali per morosità”, prosegue la lettera.

La class action

I promotori del comitato hanno chiesto al presidente Spirlì di intervenire per "fermare questa carneficina" e hanno annunciato al Governo la prima azione collettiva di risarcimento danni per quanto sofferto in questo ultimo anno a causa delle restrizioni.

Tags:
Calabria, Coronavirus, Italia
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