18:10 22 Aprile 2021
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Segregata in casa, violentata per mesi, è l'incubo vissuto a Bari da una ragazza di 21 anni. Il suo carnefice un uomo di 31 anni di origini egiziane.

Un egiziano di 31 anni, fermato per un banale controllo anti-Covid dalla polizia di Bari, è stato in seguito arrestato perché nell’appartamento aveva segregato e violentato per mesi una ragazza di 21 anni.

La Polizia di Stato aveva fermato l’uomo in strada rinvenendo un coltello a serramanico. L’uomo si era mostrato nervoso durante il controllo dei poliziotti, i quali hanno deciso di approfondire e si sono recati con l’uomo presso quella che aveva dichiarato essere la sua abitazione abituale.

Giunti sul posto i poliziotti hanno trovato una abitazione non solo chiusa a chiave come normale che fosse, ma chiusa anche con un lucchetto e i vetri dell’appartamento completamente oscurati da pannelli.

Dopo le iniziali resistenze dell’uomo che non voleva consegnare le chiavi dell’abitazione, gli agenti sono entrati nell’appartamento ed hanno accertato la presenza di una donna le cui generalità sono tenute in stretto riserbo.

La ragazza di 21 anni ha raccontata di essersi volontariamente allontanata dalla sua famiglia di origine nel mese di dicembre 2020 per dissapori. Conoscenti le avevano indicato l’egiziano come una persona presso la quale poter alloggiare.

Inizialmente la ragazza ha affermato di non aver avuto problemi, ma dopo qualche settimana lui l’ha costretta in casa e violentata più volte. Ha anche riferito agli agenti che non poteva uscire di casa se non accompagnato da lui e che lei non disponeva di una copia delle chiavi dell’appartamento.

Infine ha informato gli agenti che si trovava in stato di gravidanza a seguito delle violenze sessuali subite. La 21 enne è stata affidata ad un Centro anti violenza della città di Bari.

Il 31 enne egiziano è rinchiuso presso il carcere del capoluogo pugliese.

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