18:33 14 Aprile 2021
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In attesa dell'ordinanaza del Ministro dell'istruzione, i presidi delle scuole italiane si pronunciano sulle modalità di valutazione degli studenti in didattica a distanza, ed emergono i timori per eventuali ricorsi.

L'implementazione della didattica a distanza per limitare la diffusione del coronavirus ha fatto sorgere diverse nuove problematiche riguardanti la valutazione ed eventuale promozione all'anno seguente degli studenti italiani.

Come spiega in un intervento al Corriere della Sera la preside del liceo Newton di Roma, Cristina Costarelli, stando alle vigenti disposizioni del decreto legge, (in vigore dal 16 maggio 2020), rimandare e bocciare studenti con abbastanza insufficienze è una possibilità reale.

"Credo che mandare tutti avanti di nuovo come lo scorso anno sarà molto difficile, e alla fine anche poco produttivo", si è espressa la preside, ricordando però che verranno ovviamente considerate anche le difficoltà legate alla lunga chiusura degli istituti, la situazione pandemica e si cercherà di arrotondare i voti quanto possibile per agevolare gli studenti.

Sulla questione maturità, il Ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi aveva emanato una nuova ordinanza per un cambio di regole rispetto all'anno 2020.

Infatti, nel 2021 vige il giudizio di ammissione cancellato l'anno prima, salvo in particolari casi legati a problemi di connessione e frequenza della DAD, ed è stato rimosso il 6 politico, sul quale il Ministro si è pronunciato contrario, dicendo che "i professori conoscono bene le singole situazioni degli studenti".

Di opinione simile è anche Antonello Giannelli, capo dell’Associazione nazionale dei presidi, che ha sostenuto che la promozione automatica di tutti gli studenti "non è utile".

"Ovviamente bisognerà tenere conto del disagio di un anno così travagliato distinguendo almeno tra chi si è impegnato anche se non ha raggiunto gli obbiettivi e chi no", ha aggiunto Giannelli, ricordando la possibilità di recuperare le insufficienze prima dell'inizio del nuovo anno accademico.

Il problema della bocciatura riguarda principalmente le scuole superiori, dato che è stata abolita per le elementari ed è moltoi rara alle medie.

"È chiaro che non si può valutare a distanza come si fa in classe, ma i metodi ci sarebbero", ha spiegato Elisabetta Nigris, alla guida del gruppo di lavoro che ha riformato la valutazione delle primarie. 

Si temono anche i ricorsi al Tar contro le decisioni di professori e presidi, soprattutto nel caso di rimandi e bocciature.

"Potrebbero avere la strada spianata in un anno così", ha ribadito la preside Costarelli.

Si attende l'ordinana del Ministro Bianchi su eventuali cambi per i criteri di valutazione e promozione.

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