10:09 17 Aprile 2021
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Lo ha deciso il governo lanciando un concorso per studiare soluzioni definitive per risolvere il problema del transito delle navi da crociera. L'obiettivo è tutelare il “patrimonio storico-culturale non solo italiano ma del mondo intero”.

Stop al traffico delle navi da crociera nella laguna di Venezia. I giganti del mare saranno dirottati a Marghera. Si tratta di una soluzione temporanea che punta alla tutela del “patrimonio storico-culturale non solo italiano ma del mondo intero”.

La decisione è stata annunciata in una nota congiunta dei ministri alla Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, Cultura, Dario Franceschini, Turismo, Massimo Garavaglia e Infrastrutture Enrico Giovannini.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini
Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini

Come si legge sull’Ansa, inoltre, è stato lanciato un concorso per risolvere il problema del transito delle grandi navi “in maniera definitiva”. Già nel 2012, dopo il disastro della Costa Concordia, ricorda l’agenzia Agi, l’allora ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, aveva vietato alle navi da crociera di oltre 40 tonnellate di avvicinarsi a piazza San Marco.

Nel frattempo è andata avanti la mobilitazione popolare per salvare la laguna dalle grandi navi e negli anni non sono mancati neppure gli incidenti: nel 2019 una nave della Msc, la Opera, si scontrò con un traghetto.

Alcuni attivisti, però, parlano di vittoria a metà. Secondo Tommaso Cacciari, capo del Comitato No Grandi Navi, intervistato dall’Agi, la soluzione ipotizzata dal governo è di difficile realizzazione, perché passerebbe per il dragaggio del canale dei Petroli.

Un’operazione che, però, sottolinea, sarebbe vietata dalla Legge Speciale per Venezia. E poi ci sono le ragioni legate alla sicurezza: le navi dovrebbero costeggiare il polo chimico e industriale e incrociare i bastimenti mercantili.

Più possibilista Legambiente che invece parla di "occasione unica” per ripartire “in direzione di un futuro sostenibile” e per "riqualificare e rilanciare adeguatamente l’area del vecchio polo industriale”.

Luigi Lazzaro, presidente della sezione veneta della stessa associazione, si augura che si arrivi al più presto ad una “soluzione definitiva” per la tutela del patrimonio della città lagunare.

Intanto la città che prima della pandemia attraeva milioni di turisti da tutto il mondo cerca di rialzarsi.

“È da oltre 16 mesi che stiamo facendo i conti con una crisi che ha colpito tutti i settori economici della città. In primis, il turismo e la cultura, come i musei e i teatri, la ricettività, gli eventi, i concerti fino ad arrivare a gondolieri, tassisti, portabagagli, guide, e le persone che gravitano attorno a queste realtà”, aveva spiegato in una intervista a Sputnik il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in occasione delle celebrazioni per il compleanno della città d’arte.

“Stiamo vivendo uno dei periodi più difficili che Venezia abbia mai dovuto affrontare. – ha detto il primo cittadino - Un anno difficile dal quale però vogliamo uscirne più orgogliosi e più forti”.

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