01:55 17 Aprile 2021
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Sul vaccino russo il premier Draghi ha ribadito la posizione espressa nei giorni scorsi sulla centralità del coordinamento europeo, pur non escludendo "altre strade" in mancanza di una soluzione; a sua volta il ministro della Salute Roberto Speranza ha affermato di aspettare il via libera di Ema e Aifa.

Accompagnato in conferenza stampa dal ministro della Salute Roberto Speranza, rispondendo alle domande dei cronisti sul vaccino russo Sputnik V e su alcuni accordi raggiunti dalle amministrazioni locali, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha manifestato prudenza ed ha ribadito la posizione espressa nei giorni scorsi, rilevando l'importanza del coordinamento europeo, pur non escludendo scelte autonome a determinate condizioni.

"Dobbiamo sempre cercare il coordinamento europeo, dobbiamo cercare di fare di tutto per rafforzarlo, e poi se non si vede una soluzione è chiaro che dobbiamo cercare altre strade".

Specificatamente al vaccino russo, ha ricordato con riferimento alla Commissione Europea che la capacità produttiva garantita dal Fondo sovrano russo è di 55 milioni di dosi, inoltre Sputnik V è ancora in fase di revisione da parte dell'Ema, chiarendo che "non è ancora stata presentata formale domanda all'Ema" e se la procedura andrà a buon fine il vaccino sarà disponibile "solo dalla seconda parte dell'anno".

Il ministro Speranza ha sottolineato a sua volta ciò che è prioritario per la scelta e l'acquisto di un vaccino.

"E' indispensabile che le agenzie regolatorie possano garantire che un vaccino messo in commercio è efficace e sicuro al di là della nazionalità degli scienziati che hanno lavorato. Aspettiamo che Ema svolga il suo processo autorizzatorio e poi che anche Aifa faccia la stessa cosa".

In precedenza la Regione Campania ha siglato un contratto con il fondo russo per l'acquisto del vaccino Sputnik V per ovviare alla carenza di dosi e accelerare la campagna vaccinale.

Nel corso della giornata di oggi si è saputo che dopo Pasqua lo Spallanzani di Roma analizzerà lo Sputnik V per valutarne l'efficacia contro le varianti del coronavirus e per accertarne i benefici come eventuale dose di richiamo per altri vaccini di struttura simile, come AstraZeneca.

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Coronavirus, Italia, Russia, vaccino
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