04:14 15 Aprile 2021
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Per le celebrazioni del Dantedì, in occasione dei 700 anni dalla morte del poeta, Benigni porta la Divina Commedia in presenza del Presidente Mattarella.

Giovedì 25 marzo si è celebrato il Dantedì, giorno di commemorazione del celebre poeta Dante Alighieri, quest'anno 700 anni dalla sua morte.

In questa occasione, Roberto Benigni è stato chiamato al Quirinale per omaggiare "il genio di Dante", in presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Cultura, Dario Franceschini. 

Incontrando il Presidente Mattarella, Benigni ha espresso la propria ammirazione e stima nei suoi confronti, dicendo anche "mi vergogno, vorrei abbracciarla ma non si può. Vorrei rendermi utile per lei: se ha bisogno di un corazziere, perché qualcuno è in ritardo o ha il raffreddore, ho già pronta l’uniforme. Oppure il cuoco, l’autista, il sarto, il barbiere: una volta l’ho vista in tv e non aveva il barbiere. Ecco, le faccio i capelli vestito da corazziere”

"Dante ha scritto il Paradiso per rimuovere le persone dallo stato di tristezza", ha detto l'attore toscano durante la lettura del XXV Canto del Paradiso.

Non sono mancate anche alcune "frecciatine" di stampo politico. Benigni, parlando della vita tumultuosa di Dante, ha riferito al Presidente Mattarella che: "la politica non gli [Dante] ha portato bene, è stato esiliato e condannato...Ha fondato il partito di Dante, il Pd, ma non ha mai vinto: questo Pd sono 700 anni che non trova pace”.

La lettura dei canti del Paradiso della Divina Commedia è stata trasmessa in diretta su RaiUno dal Salone dei Corazzieri al Quirinale.

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