17:16 10 Aprile 2021
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I sindacati hanno confermato l’astensione dal lavoro a livello nazionale per il settore Tpl, dove l’accordo collettivo è scaduto dal 2017. Per gli insegnanti protesta per il rientro in presenza.

Si preannuncia un venerdì di disagi per il trasporto pubblico locale. Domani, infatti, i sindacati hanno confermato “lo sciopero nazionale di 24 ore” di tutti i lavoratori del settore. Una protesta unitaria di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna che chiedono di riprendere il dialogo sul contratto nazionale scaduto da quattro anni.

Domani protestano anche gli insegnanti e il personale scolastico. Lo sciopero è stato proclamato dai Cobas, Comitati di base della scuola e dal Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia. In questo caso lo sciopero è legato alla didattica a distanza e alla chiusura delle scuole.

Le ragioni del personale del Tpl

I sindacati hanno spiegato che “nonostante il contratto collettivo di lavoro sia scaduto nel 2017 le associazioni datoriali continuano a praticare tattiche dilatorie e, pertanto, a nulla sono serviti i tentativi messi in campo dal sindacato per scongiurare lo sciopero”.

Da quasi quattro anni gli autoferrotranvieri e internavigatori aspettano il rinnovo del contratto, “oggi più che mai necessario per recuperare la perdita di potere di acquisto dei salari e vedere garantiti i diritti”.

I sindacati lamentano che a fronte di stanziamenti statali, l’ultimo nell’ambito del Decreto Sostegni per 800 milioni di euro, non si vedono progressi per i dipendenti.

“Le belle parole di ringraziamento espresse dalle associazioni datoriali per la dedizione dimostrata” “così come le intenzioni di riformare il settore anche attraverso la valorizzazione del lavoro, si sono svuotate di contenuto e rilevate solo come uno strumento per ottenere risorse”, è la critica.

Secondo le sigle sindacali in gioco non c’è soltanto il contratto di lavoro collettivo ma anche la qualità del servizio.

La scuola incrocia le braccia

Il personale scolastico sciopera per chiedere garanzie, meno classi pollaio e il ritorno in presenza.

Secondo i Cobas è necessario oggi più che mai che la gran parte dei 20 miliardi di euro già previsti dal Recovery Plan per la scuola “siano destinati a ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe e a 15 in presenza di alunni diversamente abili, a garantire la continuità didattica e la sicurezza”, ha scritto il portavoce Piero Bernocchi.

Secondo Bernocchi è “particolarmente impressionante l’inerzia per quel che riguarda le scuole” da parte del governo. La chiusura è la scelta  “più facile per le strutture amministrative, ma la più deleteria per studenti, soprattutto i più piccoli, e famiglie, abbandonati al purgatorio della DAD”.

 

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sciopero, Trasporto, Scuola
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