00:43 17 Aprile 2021
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L’ex presidente della Camera ribatte alle accuse sostenendo che si tratta di “una campagna d’odio” e non si lascerà intimidire.

Continua la vicenda che ha al centro Laura Boldrini, ex presidente della Camera da sempre paladina dei diritti delle donne, e le accuse della sua ex assistente e della colf che non lavora più per lei. Oggi su Repubblica Boldrini si difende ancora, parla di “macchina del fango”, di “campagna d’odio”, spiega le circostanze e ammette di aver delegato molte cose, “anche esigenze personali”, perché è una donna sola:

“Un uomo può chiedere aiuto alla compagna, una donna sola no”.

La liquidazione della ex colf

Boldrini spiega che con Lilia “ha regolarmente ricevuto il trattamento di fine rapporto. Restano da saldare gli scatti di anzianità maturati”.

L’attesa, 10 mesi, si è prolungata perché la commercialista non è riuscita a contattare la responsabile del Caf a cui si è rivolta la donna sin da subito dopo l’interruzione del rapporto di lavoro: “Oggi ci sarà un nuovo incontro per definire il tutto”, afferma l’ex terza carica dello stato.

E su Lilia, che ha sentito anche ieri, dice: “Era dispiaciuta per l’eco mediatica”.

L’assistente e il parrucchiere

Sul fronte della ex collaboratrice parlamentare, che afferma di essersi licenziata perché non le è stato consentito lo smart working e per le richieste che andavano al di là del suo contratto, Boldrini spiega punto per punto.

Roberta, che ha tre figli, ha chiesto di lavorare part time facendo la spola da Lodi, per “tre giorni” a Roma, “ha lavorato benissimo”, poi da febbraio a maggio scorso, in zona rossa, ha lavorato da casa. Successivamente, “voleva lavorare ancora da casa, perché era insorto un problema con il figlio.

Le ho fatto presente che sarebbe stato complicato vista la complessità del lavoro da svolgere” e Roberta “ha capito”, afferma Boldrini, e “abbiamo deciso di dividere le nostre strade. Ci siamo salutate con un abbraccio commosso”.

Adesso, però, Roberta dice cose diverse e “sono colpita e dispiaciuta dal suo risentimento”.

In particolare l’ex assistente parla delle richieste per farmacia, lavanderia, visite mediche, parrucchiere: “Era nei patti. Sapeva che avevo anche delle esigenze personali” e “con me non si è mai lamentata. Vivo sola, mia figlia è all’estero, non mi muovo in autonomia avendo una tutela”.

Chiedere l’organizzazione anche di faccende personali, afferma, “non accade solo a me, ma a tutte le persone che hanno agende complesse: dispongono di persone di fiducia per simili incombenze. Un uomo può chiedere aiuto alla compagna, una donna sola no”.

I giornali di destra

Boldrini è stata definita “aguzzina”, “padrona” “maschilista”, “è macchina del fango”, replica.

“Da anni sono oggetto di campagne di odio. Ci hanno fatto anche le tesi di laurea”, aggiunge sottolineando “c’è una parte della società che non digerisce le donne assertive e fa di tutto per azzopparle. Non mi farò intimidire”.

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