00:55 11 Aprile 2021
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L'allarme di Coldiretti che chiede un nuovo sistema di interventi per salvaguardare gli imprenditori agricoli dai danni provocati dal vulcano.

Le spettacolari eruzioni che l'Etna offre da oltre un mese non costituiscono un rischio per la popolazione, ma stanno mettendo in grave difficoltà la fiorente attività agricola locale.

Le frequenti ricadute di materiale piroclastico sono una vera e propria calamità per le campagne, avverte Coldiretti in una nota pubblicata in riferimento all'ultima eruzione.

Ceneri e lapilli vulcanici si depositano sulle coltivazioni, danneggiano frutta e ortaggi, rovinano i vivai di piante e fiori. La sabbia vulcanica costituisce una minaccia anche per i rinomati agrumi dell'Etna, fiore all'occhiello della produzione agricola locale così come la vite e il pistacchio. 

Ai danni spesso irreparabili alla produzione, si aggiungono i disagi per gli imprenditori agricoli, costretti alla pulizia straordinaria di canalette di scolo, pozzi e strade rurali, sommerse dalla terra nera dell'Etna. 

"Siamo di fronte a dei cambiamenti anche del vulcano – sottolinea Coldiretti – e quindi bisogna avviare anche un nuovo sistema di interventi che salvaguardi anche gli imprenditori agricoli con norme celeri e ad hoc".
Pioggia di pietre e terra prodotte dall'eruzione vulcanica di domenica 28 febbraio 2021 sui paesi del territorio etneo
Clara Statello - Foto da Riposto (CT)
Pioggia di pietre dell'Etna

La nuova fase eruttiva dell'Etna

L'Etna, il vulcano più attivo d'Europa, ha ripreso la sua attività a fine dicembre 2020, divenuta più intensa a partire dal 16 febbraio 2021, con frequenti attività stromboliana ad elevato tremore vulcanico. Le forti esplosioni hanno spesso causato una ricaduta sui centri urbani di ceneri e lapilli che ha recato forti disagi alla popolazione.

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Coldiretti, Etna, Italia
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