00:41 12 Aprile 2021
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Beppe Grilllo e lo stesso ex presidente del Consiglio avrebbero voluto evitare questo strappo, ma tutti i tentativi di accordo sono falliti davanti alla decisione del presidente dell’associazione Rousseau di bloccare l’attività della piattaforma in attesa del pagamento degli arretrati e di non accettare un contratto di servizio.

Davide Casaleggio è stato chiaro: prima di indire qualunque votazione online, gli eletti M5S devono pagare gli arretrati, che ammontano a circa 450.000 euro. Senza il saldo, è la posizione del figlio del co-fondatore, non può essere proposta alcuna modifica delle carte statutarie, tantomeno la nomina di Conte a leader del Movimento.

Respinta anche la proposta di stipulare un contratto di servizio che leghi Casaleggio al Movimento in qualità di semplice gestore della piattaforma. Per questo, racconta oggi La Stampa, nell’ultima settimana l’ex presidente del Consiglio è tornato a indossare i panni dell’avvocato: si è riunito con alcuni giuristi di fiducia e, dopo aver convocato i vertici pentastellati e aver ottenuto il via libera, ha iniziato a preparare le carte per portare in tribunale l’associazione Rousseau.

“Non si può bloccare la vita del partito di maggioranza in Parlamento per la pretesa economica di un privato che gestisce un sito web”, è stato il pensiero espresso da Conte durante una delle riunioni dell’ultima settimana. 

Fonti del M5S hanno confermato che la prospettiva di una causa “si sta concretizzando”, anche se non si possono certo aspettare 3 o 4 anni per una sentenza. 

Per questo, l’obiettivo sarebbe ottenere un procedimento cautelare d’urgenza che sblocchi i servizi di votazione sulla piattaforma Rousseau, in attesa del primo grado di giudizio.

Primo conto in banca per il M5S

Intanto un primo segnale del divorzio imminente è arrivato dall’apertura del primo conto bancario intestato al M5S. Finora, il bilancio del partito aveva segnato lo zero alla voce “entrate”, perché tutto finiva nel conto dell’associazione Rousseau. Adesso invece verranno incassate dal partito le donazioni e anche i soldi, 300 euro mensili, che ogni eletto del M5S si impegna a versare al momento della candidatura.

Risolto il contenzioso, Conte dovrebbe quindi presentare dopo Pasqua il nuovo Statuto del Movimento 5 stelle e il suo futuro codice etico.

Elettori pentastellati vogliono Conte leader

Gli elettori del Movimento 5 Stelle vedono in Giuseppe Conte la ripartenza del partito. Secondo un sondaggio Demos, Il 70% degli elettori gli conferirebbe la leadership del movimento, preferendolo a un organo collegiale.

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