09:56 17 Aprile 2021
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E’ stato Roberto Ciavatta a portare avanti la trattativa con Mosca per far arrivare il vaccino dopo i ritardi nelle consegne da parte del governo italiano. Oggi La Repubblica di San Marino ha vaccinato circa il 25% della popolazione, due terzi con Sputnik, e sta trattando nuove forniture.

La scelta di usare il vaccino Sputnik è “stata necessaria”, ha spiegato Ciavatta in un’intervista al quotidiano Libero, perché nonostante l’accordo raggiunto con l’Italia “per ricevere una dose di vaccino ogni 1.700 che arrivano nel vostro Paese, fino al 23 febbraio, data dell’arrivo dello Sputnik a San Marino, ancora non ci erano arrivate fiale, malgrado fossero passati due mesi dal vaccino day”.

“I nostri medici lavoravano scoperti, allora abbiamo attivato i nostri canali istituzionali e abbiamo bussato alla Russia. In due settimane abbiamo ottenuto le dosi, e solo allora ci sono arrivate anche le 2.300 fiale di Pfizer dall’Italia”, ha raccontato il ministro.

Alla domanda su cui come sia stato possibile accedere al vaccino russo, non autorizzato in Italia e nell’Unione europea, Ciavatta ha ricordato che “da vent’anni ormai ci siamo affrancati dalle Agenzie del Farmaco italiana ed europea”, per cui “se un medicinale è approvato da un ente regolatore anche extra Ue, noi lo importiamo. A vagliarlo abbiamo un comitato di bioetica interno e ci serviamo anche di consulenze tecniche, non vincolanti".

"Sputnik non è stata una scommessa"

Per Ciavatti ricorrere allo Sputnik non è stata una scommessa.

“Quando abbiamo deciso di rivolgerci a Mosca c’erano già 25 Paesi, tra i quali Ungheria e Serbia, che utilizzavano il vaccino russo. Erano poi già usciti articoli su Lancet, la più autorevole rivista medica al mondo, che sostenevano che fosse un prodotto efficace e sicuro, come peraltro affermato anche dallo Spallanzani di Roma, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive. Quando li abbiamo contattati, i russi poi ci hanno fornito tutta la documentazione scientifica sul vaccino, la cui validità era dimostrata nero su bianco”.

E se “all’inizio alcuni ambienti politici hanno criticato il governo perché utilizzava un vaccino non approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco, poi però, quando la gente ha visto i medici mettersi in fila per ricevere le iniezioni, tutte le polemiche si sono placate”.

Risultati "oltre le migliori aspettative"

Ad oggi i risultati delle 15.000 somministrazioni eseguite sono “ottimi, oltre le migliori aspettative”.

Nessuno dei vaccinati si è poi ammalato di Covid e nessuno ha avuto reazioni gravi. Ci sono stati solo dei mal di testa e delle febbri che si sono risolte in due-tre giorni e dal decimo giorno dall’iniezione l’organismo ha sviluppato gli anticorpi al virus».

Servono altre fiale

Oggi “la vaccinazione procede spedita, però Sputnik è arrivato da sole tre settimane e i contagi sono ancora alti", e “le fiale si stanno esaurendo”, ha sottolineato il ministro.

“Stiamo producendo ogni sforzo diplomatico per avere al più presto altre fiale di Sputnik”, ha aggiunto Ciavatta, precisando che l'obiettivo del Titano è "coprire al più presto almeno il 70% della popolazione". 
Disponibili a vaccinare gli italiani che lavorano a San Marino

"Abbiamo ricevuto richieste anche da diversi Comuni confinanti, per vaccinare tutti gli italiani che quotidianamente vengono qui per lavorare", ha rivelato il ministro.

"Abbiamo già dato la nostra disponibilità", ha aggiunto il segretario di Stato, precisando che "centinaia di italiani ci hanno contattato per venire qui a farsi somministrare Sputnik, ma "questo non sarebbe stato possibile, perché prima vacciniamo i nostri cittadini". 

 

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