10:30 14 Aprile 2021
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Il Ministro della Salute ha anche osservato che "tutti, in questo anno così complicato, hanno capito quanto sia importante avere un servizio sanitario all'altezza”.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha commentato a 'Domenica In' l’ipotesi di candidare al Nobel per la pace i sanitari italiani che hanno affrontato la prima ondata del Coronavirus nel 2020.

“Sono donne e uomini del nostro servizio sanitario nazionale, non mi è mai piaciuto usare la parola eroi. Sono persone che hanno fatto il loro lavoro dalla mattina alla sera senza risparmiarsi mai e continuano a farlo. È stato un anno difficilissimo per tutto il Paese e ringrazio medici e infermieri per il loro impegno", ha detto.

Speranza ha anche osservato come "tutti, in questo anno così complicato, hanno capito quanto sia importante avere un servizio sanitario all'altezza”.

Riguardo l'attuale andamento della pandemia in Italia, il ministro ha detto che non è ancora tempo di allentare le restrizioni, esprimendo però un cauto ottimismo per l'estate.

Per Speranza "dobbiamo guardiamo al futuro con ragionata fiducia" ed è "soprattutto grazie alla campagna vaccinale" che possiamo "pensare che le settimane che verranno saranno migliori”.

A proposito di vaccini, si è detto disponibile a ricevere quello AstraZeneca, al quale si sono già sottoposti il Generale Figliuolo e il capo della Protezione civile Curcio, le cui somministrazioni "sono riprese da 48 ore, la risposta è stata buona, vuol dire che la stragrande maggioranza di persone è consapevole che il vaccino è l'unico strumento per uscire da questa stagione drammatica”.

Fiducia non solo nel futuro ma anche nel presente, sempre grazie alla campagna vaccinale

“Dove abbiamo iniziato a vaccinare vediamo numeri molto incoraggianti. I contagi tra il personale sanitario sono crollati in modo significativa, numeri contenuti anche nelle Rsa dove è stata fatta una vaccinazione massiva”, ha dichiarato.
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