17:07 10 Aprile 2021
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Quasi il 30 per cento di rinunce in Piemonte e Campania per chi doveva ricevere il siero AstraZeneca. Secondo un sondaggio Ipsos dopo l'affaire che ha coinvolto la casa farmaceutica anglo-svedese sale la percentuale di chi non vuole vaccinarsi.

Dopo lo stop cautelativo di quattro giorni del vaccino AstraZeneca ci sono state centinaia di disdette in tutta Italia. In alcune regioni, come la Puglia, si tratta di percentuali “fisiologiche”. Siamo attorno al 10 per cento e nella regione ha anche nevicato, così come in Basilicata.

Numeri più alti si sono registrati, invece, in Piemonte. Secondo i dati del Corriere su 672 insegnanti convocati per la vaccinazione almeno 209, circa il 30 per cento, avrebbero cancellato l’appuntamento.

Il problema, per molti, come riferisce lo stesso quotidiano, è proprio la tipologia di siero. Quelli che hanno rifiutato, hanno spiegato che semplicemente non vogliono vaccinarsi con AstraZeneca.

Succede lo stesso anche in Campania, dove a rifiutare è stato più del 35 per cento degli insegnanti convocati, mentre è andata meglio tra le forze dell’ordine, per un totale di circa il 25 per cento di rinunce.

Anche in Lombardia molte delle persone che dovevano vaccinarsi con Astrazeneca non si sono presentate. Stessa situazione in Toscana, dove il governatore starebbe pensando di vaccinarsi proprio con il siero di Oxford per convincere i suoi concittadini.

Insomma, lo stop deciso dalle autorità regolatorie di mezza Europa per il vaccino della casa farmaceutica anglo-svedese dopo una serie di morti sospette per trombosi ed embolia, non è stato privo di conseguenze.

Secondo un sondaggio dell’Ipsos, realizzato da Nando Pagnoncelli sempre per il Corriere della Sera, la campagna vaccinale potrebbe risentirne. In particolare, rispetto alla scorsa settimana oggi sono il 5 per cento in meno quelli che hanno dichiarato di volersi vaccinare appena possibile. Sale, invece, la percentuale degli “insicuri”, che passa dal 23 al 28 per cento, e di quelli che sono contrari alla vaccinazione, che aumenta dal 9 all’11 per cento.

Restano comunque la maggioranza, il 52 per cento, quelli che vogliono essere vaccinati al più presto. Tra loro ci sono soprattutto gli anziani.

Insomma, l’obiettivo del generale Francesco Paolo Figliuolo di arrivare all’immunità di gregge entro l’estate potrebbe slittare. O perlomeno, la maggioranza degli intervistati è scettica sul raggiungimento di questo traguardo: solo il 36 per cento, infatti, ritiene di poter essere vaccinato entro la data prevista.

Resta negativo, infine, il giudizio dei cittadini sulla gestione della campagna vaccinale: in crescita gli interpellati, il 53 per cento, che danno un giudizio “critico”, in particolare sulle dosi insufficienti, sull’organizzazione e sulla responsabilità degli stessi cittadini che rifiutano di vaccinarsi.

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