18:50 22 Aprile 2021
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Cinque Paesi del Mediterraneo europei, si incontrano per discutere una linea comune nella gestione della questione migranti e per risolvere il problema alla radice.

Per l’arrivo dei migranti nel Mediterraneo lungo la linea di confine europea, Italia compresa, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è convinta che serva “prevedere meccanismi operativi di solidarietà in grado di partire già nei prossimi mesi, sulla base delle intese definite a Malta nel settembre 2019”.

Parole pronunciate durante il ‘Med 5’ e due giorni di incontro tra i cinque Paesi che affacciano sul Mediterraneo e che più degli altri si trovano ad affrontare la questione migranti: Italia, Grecia, Spagna, Cipro e per ultima Malta.

Presenti tutti i ministri dell’Interno dei rispettivi Paesi per fare fronte comune in Europa, contro chi si oppone alla equa ridistribuzione del carico di migranti che approdano alle frontiere del sud dell’Europa.

“C’è una forte esigenza di mantenere unito il fronte dei paesi mediterranei per orientare, con spirito costruttivo e di collaborazione con tutti i paesi membri, i negoziati sul nuovo Patto europeo immigrazione e asilo”, ha aggiunto Lamorgese.

Sviluppo nei paesi di origine

Ma è indubbio che il problema non si risolve distribuendo le quote dei migranti tra i paesi dell’Unione Europea, ma intervenendo nei paesi di origine con misure e progetti di sviluppo economico locale.

Il centro di accoglienza di Lampedusa
© Foto : Coisp
Il centro di accoglienza di Lampedusa

Da questo punto di vista Lamorgese ha espresso la sua visione, affermando che occorre sollecitare la Commissione Europea al fine di avviare accordi strategici di partenariato con i paesi di origine, dove creare le condizioni per uno sviluppo economico sostenibile.

Tags:
Accoglienza dei migranti, redistribuzione migranti, Crisi dei migranti, Flusso migranti, quote migranti, Migranti
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