10:07 17 Aprile 2021
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I leghisti liguri accusati di "spese pazze" sono stati assolti con formula piena insieme ad altri imputati degli altri partiti politici di tutti gli schieramenti.

Assolti perché il fatto non sussiste, con questa formula sintetica ma piena, la Corte d’appello di Genova ribalta completamente la sentenza di primo grado che aveva condannato l’ex viceministro leghista, Edoardo Rixi, a 3 anni e 5 mesi per falso e peculato sui rimborsi ottenuti quando sedeva nella Giunta regionale della Liguria.

Con lui sono stati assolti dalle accuse altre 19 persone rappresentanti tutti gli schieramenti politici.

I fatti risalgono al 2010-2012, periodo in cui in Italia si avviò una vera e propria caccia alle spese pazze dei politici all’interno di tutte le Giunte regionali italiane.

In Liguria l’ex viceministro alle Infrastrutture del Conte I e deputato della Lega, era stato accusato insieme agli altri 19 politici liguri di aver speso fondi pubblici per cene di partito o private e per altri tipi di spese personali come viaggi e regali a terzi.

Esulta sui social Edoardo Rixi: “Assolto! Una assoluzione che conferma quanto sostengo dal primo giorno: il mio comportamento si è sempre distinto per lealtà e correttezza. Il mio obiettivo rimane quello di lavorare senza sosta al servizio della mia regione e del mio Paese”.

​Anche Matteo Salvini si è felicitato con i leghisti coinvolti nell’inchiesta per il ribaltone giudiziario a favore degli imputati.

“Assolti in appello Edoardo Rixi e Francesco Bruzzone. Sono molto felice per loro e per gli altri imputati, sottoposti per troppo tempo a polemiche e fango, e per questo costretti anche a rinunciare a incarichi che avrebbero meritato per competenza e onestà”, scrive Salvini sui social.

​Ma il senatore del carroccio chiede anche che i giustizialisti ora chiedano scusa.

“Giustizia è fatta, ma ci aspettiamo le scuse dei giustizialisti di professione. Ora avanti tutta, più forti di prima”.
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