18:57 22 Aprile 2021
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Mattarella ha onorato la memoria dell'ex presidente della DC e dei cinque uomini della sua scorta brutalmente massacrati dalle Brigate Rosse.

E' ricorso ieri il 43° anniversario del sequestro di Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo 1978, e del massacro dei cinque uomini della sua scorta. 

Per l'occasione, quest'oggi il presidente Mattarella si è recato in Via Fani, a Roma, dove ha deposto una corona di fiori per onorare la memoria dell'allora presidente della Democrazia Cristiana, rapito ed in seguito ucciso dalle Brigate Rosse.

"Ci separano 43 anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi delle brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Difensori dello Stato di diritto, della libertà e della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio quando il suo corpo venne fatto ritrovare in via Caetani. Una data, quella del 16 marzo 1978, incancellabile nella coscienza del popolo italiano", sono state le parole del capo dello Stato.

Mattarella ha quindi voluto ricordare quell'attacco, che tentò di minare la stabilità della vita democratica italiana e che rimane tutt'oggi "una ferita e un monito per la storia della nostra comunità", ricordando anche come il terrore che i brigatisti cercarono di diffondere in quegli anni, fu superato grazie al senso di unità diffuso nel Paese:

"In quei terribili giorni si fece strada un forte sentimento di unità, diffuso nel Paese e che fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere i loro folli progetti e le insinuazioni della loro propaganda. Una unità che si tradusse in più avvertita responsabilità verso il valore delle istituzioni democratiche, garanzia delle libertà scolpite"", ha concluso il capo dello Stato.
Il presidente Mattarella allo Spallanzani di Roma per sottoporsi al vaccino
© Foto : Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
Il presidente Mattarella allo Spallanzani di Roma per sottoporsi al vaccino

Il sequestro di Via Fani

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, il quarto guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all'incrocio tra via Mario Fani e via Stresa.

Gli uomini delle Brigate Rosse uccisero i cinque uomini della scorta  e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Camillo Montalcini, 8, le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro uccidendo Moro: lo fecero salire dentro il portabagagli di un'automobile rubata e gli ordinarono di coricarsi e coprirsi con una coperta dicendo che avevano intenzione di trasportarlo in un altro luogo.

Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dodici proiettili, uccidendolo. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato nella stessa auto il 9 maggio a Roma in via Caetani, emblematicamente vicina sia a piazza del Gesù, dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana, sia a via delle Botteghe Oscure, dove si trovava invece la sede nazionale del Partito Comunista Italiano.

 

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