11:03 17 Aprile 2021
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Lo Sputnik V non può essere utilizzato al posto di Astrazeneca, perché un'approvazione Aifa senza Ema ci porterebbe "fuori dall’accordo con l’Europa". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute in un'intervista a Repubblica.

La campagna di vaccinazione non può proseguire con lo Sputnik V al posto di AstraZeneca, perché attualmente il siero non è disponibile in Italia. Manca l'approvazione dell'Agenzia Europea del Farmaco (Ema), che "arriverà non prima di cinque-otto settimane" ed Aifa non ha intenzione di procedere con un accordo interno per non porsi al di fuori del piano europeo. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un'intervista rilasciata a Repubblica. 

Il Comitato per i medicinali di uso umano (CHPM) dell'ente di vigilanza europeo ha infatti iniziato i primi di marzo il processo di rolling review per il vaccino russo Gamaleya della Russia su richiesta della tedesca R-Pharm Germany GmbH. Il processo di revisione continua, che permetterà di valutare sei i rischi sono inferiori ai benefici, potrebbe durare altri due mesi, avverte il sottosegretario. 

"Nell'immediato Sputnik non può sostituire Astrazeneca, serve l'autorizzazione dell'Ema, la quale non arriverà prima di 5-8 settimane", ha detto Sileri. 
Le prime dosi del vaccino contro il coronavirus russo, Sputnik V, sono state portate a San Marino
© Foto : Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino / Andrea Costa
Le prime dosi del vaccino contro il coronavirus russo, Sputnik V, sono state portate a San Marino

La scorciatoia

E' possibile accorciare i tempi per l'utilizzo del vaccino. 

"Sputnik dovrebbe fare domanda all’Aifa, per una autorizzazione interna, che riguarda l’Italia", spiega. L'agenzia di vigilanza italiana potrebbe non attendere Ema, ma "va valutato il fatto che saremmo fuori dall’accordo con l’Europa".

Ad ogni modo, il via libera di Aifa riguarderebbe "un progetto di ricerca" relativo a "qualche centinaia di migliaia di dosi, che andrebbero somministrate ad altrettanti cittadini su base volontaria".

"Si tratta di un iter d’emergenza che non vale per l’uso commerciale. Non risolverebbe il problema della sostituzione delle dosi AstraZeneca", osserva Sileri. 

Delle fiale di vaccino AstraZeneca
© REUTERS / DADO RUVIC
Delle fiale di vaccino AstraZeneca

Lo stop ad AstraZeneca

Sileri si dice convinto che domani Ema revocherà la sospensione temporanea. 

"Il numero di casi sospetti accertati è davvero troppo esiguo per stabilire un nesso di causalità", ha detto. 

L'altra strada indicata dal sottosegretario alla Salute è fare pressione su Johnson & Johnson per anticipare i tempi di consegna, attualmente fissati il prossimo mese, oppure posticipare di tre-quattro settimane la seconda dose di vaccino Pfizer e Moderna.

La campagna di vaccinazione in Italia 

Sono in tutto 2.145.434 gli italiani immunizzati al Covid-19 da quando è iniziata la campagna di vaccinazione europea lo scorso 27 dicembre 2020. 

L'Italia ha ricevuto in tutto 7.891.990 dosi di vaccino Pfizer/Biontech, Moderna e Astrazeneca. Di queste sono state somministrate 7.039.518 dosi, pari all'81,9% delle consegne. Gli italiani che hanno ricevuto la prima dose sono 4.812.553, pari al 8,03% della popolazione.

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Coronavirus, vaccino, Italia
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