23:09 10 Aprile 2021
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I boati sono stati distintamente avvertiti sino all'alba, quando una colonna di fumo e ceneri si è levata dal cratere in direzione Sud Est.

Paura nella notte per una nuova eruzione dell'Etna, il quattordicesimo parossismo in un mese, che ha risvegliato la popolazione con potenti boati. Ancora una volta è il cratere di Sud Est (CSE) il protagonista dell'intensa attività stromboliana che ha preso il via alle due di notte per terminare solo dopo il sorgere del sole.

La poca visibilità dovuta al maltempo non ha permesso di assistere alle spettacolari fontane di lava prodotte dalle bocche di fuoco. 

A partire dalle ore 01.55 l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha registrato un aumento dell'attività stromboliana al CSE, rapidamente incrementato per raggiungere valori alti. I parossismi sono stati scanditi da violentissimi boati prodotti dalle esplosioni, distintamente avvertiti dalla popolazione per tutta la notte, sino alle prime luci dell'alba. 

L'intensa attività vulcanica ha dato origine verso le tre di notte ad un trabocco lavico prodotto dal CSE in direzione della Valle del Bove mentre i fenomeni di parossismo raggiungevano il picco massimo. Alle 4 del mattino un cupo boato ha provocato un tremore superficiale tale da far tremare vetri e serrande di porte e finestre, come una scossa di terremoto.

L'episodio non ha interessato solo i centri pedemontani, ma anche i paesi sulla costa jonico-etnea.

Le esplosioni sono continuate sino alle 6.00 del mattino circa, quando una colonna di fumo e ceneri si è sollevata in direzione Sud-Est spinta dal vento.

Attività stromboliana dell'Etna del 17 marzo 2021 con colonna di fumo e ceneri in direzione Sud-Est, fotografata dalla città di Riposto
Clara Statello
Eruzione dell'Etna all'alba, 17 marzo 2021

"Niente paura, solo bolle di lava"

L'Etna non è un vulcano pericoloso e i boati, anche se fanno paura, non costituiscono un pericolo per la popolazione. Lo ricordano gli scienziati dell'Osservatorio Etneo catanese dell'Istituto Nazionale di Geofisica. L'attività vulcanica sommitale non mette a rischio i centri urbani, anche se può recare disagi dovuti, ad esempio, alla ricaduta di ceneri e lapilli. 

Lo ha ricordato il vulcanologo Boris Behnke che nella notte è intervenuto con un post su Facebook per tranquillizzare la popolazione e commentare l'attività dell'Etna. 

"Non c'è da avere paura e niente da preoccuparsi, sono solo boati", ha scritto. 

"Segno che su in cima all'Etna stanno esplodendo bolle di lava, in un'atmosfera piuttosto umida e nuvolosa, che amplifica i suoni. Le onde di compressione causate dalle esplosioni fanno tremare vetri, porte, serrande, insomma, tutto ciò che può tremare", ha spiegato.

"Ma finisce qui, i boati non sono segno di qualcosa di terribile che sta per avvenire", aggiunge.

L'attività dell'Etna

Il vulcano siciliano, il più attivo d'Europa, ha intensificato la propria attività parossistica a partire dallo scorso 16 febbraio, con un episodio eruttivo dal cratere di Sud Est. Da allora, con cadenza costante, le eruzioni dell'Etna si susseguono, caratterizzate da fontane e fiumi di lava. Le esplosioni hanno spesso generato una colonna di ceneri e lapilli poi riversata, spinta del vento, sui comuni della fascia jonico-etnea con non pochi disagi per la popolazione locale. 

Quello di stanotte è il quattordicesimo parossismo in un mese

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eruzione, Etna, Catania, Sicilia, Italia
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